"Cosa resterà, di questi euro 80.." Cantava Raf o Renzi!

Premessa per evitare polemiche inutili.. questo post è totalmente apolitico, non vuole essere né a favore né a sfavore della scelta del Governo Renzi, ma solo ironizzare su un fatto di attualità che riguarda diversi italiani, tra cui me.

Ero lì a farmi tutti i conticini del mese: mutuo, bollette, benzina, cibo per i cani, cibo per me.. incastrare il conto corrente con la carta di credito, anticipo contante, arrivo dello stipendio, rimandare spese al mese successivo.. quando improvvisamente mi ricordo che è maggio… e no.. non penso alla primavera (considerando le temperature invernali), penso che questo mese guadagnerò 80 euro in più.

L’aumento.. no, quello è rimasto un grido di speranza che, da dicembre 2013, aleggia ancora come un fantasma dentro l’ufficio del mio capo.

Nella busta paga di maggio (che io prenderò a giugno) ci sarà euro più euro meno, questo piccolo bonus. Sarà così fino alla fine del 2014 e poi si vedrà.

Da brava spender ossessiva compulsiva ho subito fatto varie ipotesi di spesa:

5 modi di investire 80 euro:
-comprare un biglietto aereo (fatto)
-due settimane di spesa alimentare (fatto)
-un sacco da 12 kg di crocchette speciali per il mio cane (fatto)
-Visita dalla Ginecologa che rimando da mesi (prenotata)
-Trattamento completo dall’estetista, anche questo rimandato da mesi, magari il mese prossimo.
Si lo so sarebbero 400 euro in totale, ma è stato il lato psicologico di avere dei soldi in più e non mi sono controllata, ho fatto girare l’economia.

ph credits: tutto il fango minuto per minuto
ph credits: tutto il fango minuto per minuto

Che poi in fondo parliamoci chiaro, si parla tanto di crisi, ma la mia generazione (30 anni) la crisi non l’ha conosciuta.. ma non perché non ci sia stata .. semplicemente perché ci siamo cresciuti dentro e per noi avere due spicci in tasca e poterci permettere poco è abbastanza normale.
Il periodo dell’università (1999-2004) già facevo spesa al discount eravamo io, la mia coinquilina e gli stranieri. I conti in tasca me li facevo già prima di iniziare ad avere uno stipendio.
Quando ho iniziato a guadagnare qualcosa era troppo poco per permettermi vacanze, etc non c’erano garanzie per rate e finanziamenti.. pure lì contavo gli spicci..
Non c’era stabilità.
La stabilità contrattuale non è mai arrivata ma, almeno uno stipendio fisso si, perché è così che ragioniamo noi trentenni.. ah beh poteva andare peggio.. potevo non avercelo uno stipendio..
Mentre i nostri genitori, magari partiti con le pezze al sedere, si sono costruiti carriere o aziende o comunque sono riusciti a mettersi da parte de risparmi, noi non possiamo di certo aspirare alla stessa sorte.
Noi contiamo le monete per comprare le sigarette, sacrifichiamo le uscite serali per le vacanze estive, scegliamo se comprarci un paio di scarpe in più e comprare cibo di qualità
Ma se si è cresciuti in questa situazione, in fondo questa è la normalità, siamo abituati.. tutto sommato… a non sperare, a vivere quasi alla giornata. Non c’è una data di ripresa, uno sconto di pena, nulla.
Ad Maiora!

di Silvia Viali

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