Saldi: cosa resta alla fine della ressa

Articolo scritto da Julia Campa

I saldi offrono una vera e propria occasione di studio antropologico, tirano fuori la vera indole della donna, non servono libri, tomi, enciclopedie su cui studiare, basta uscire e mettersi a guardare, proprio come fa un vero ricercatore mentre cerca di capire i comportamenti delle specie più rare.

La ricerca in questo caso è stata condotta per definire 5 tipologie di donne da saldo, qual è la vostra?

Quinto posto. L’ingenua.

Fuori luogo come il formaggio sul pesce, l’ingenua crede di risolvere i suoi problemi di look e di vita con i super affaroni, che aspetterebbero solo lei per palesarsi.
Parte agguerita da casa, ma già all’inizio della coda pre-store comincia a dare segni di cedimento: sbuffa, non si concentra, non raccoglie le forze necessarie per la battaglia dei perizomi, chatta sul telefonino come se nulla fosse.
Le altre capiscono che è un agnellino di lana sintetica , le passano davanti spintonandola, e le strapperanno qualunque cosa abbia in mano.
L’ingenua tornerà a casa con un capo di un numero x imprecisato di stagioni passate, che neanche Rosy Bindi sotto il comunismo metterebbe mai; ma penserà che dopotutto è meglio di niente,condannando sè stessa a ulteriori soprusi per un numero indefinito di anni.
Anch’io sono stata in questa categoria e devo dire che…… no basta non ne voglio parlare…

Quarto posto. La Catechista.

Noiosa, senza entusiasmo, và a saldi per dovere, o per comprare qualcosa al marito.
Marito a cui non comprerà la camicia figa che vuole da tempo, no, gli comprerà le calze in filo di scozia che arrivano al ginocchio, quelle di fronte a cui anche Valentina Nappi direbbe “no questo no”, rompendo i maroni alle commesse perchè lui se non è filo di scozia sta male, gli viene l’allergia, e poi chi lo sente!
E dopo secondo voi, dove andrà con le sue filo di scozia? Va a comprarsi le calze per lei, che non sono calze normali no, sono calze a compressione graduata, grigie per di più.
E dulcis in fundo, la catechista va dai suoi adorati mocassini neri ortopedici (ma non erano fuori legge?) con cui cammina rapidamente infilandosi negli store con aria furtiva, dove eccitatissima prenderà il suo frutto proibito, un dolce vita marroncino infeltrito, che ho visto portare solo al ragionier Filini in Fantozzi (ma pare avesse chiesto un aumento di cachet per questo).
Orrore e raccapriccio, che dire….. Signore pietà.

Terzo posto. La Milf.

Innocua e simpatica, la milf pensa agli affari suoi, non vi porterà via niente che abbiate in mano, e a volte potete farci due chiacchere mentre ravanate insieme nella cesta delle super offerte.
La milf la riconoscete subito perchè è attratta dal maculato, maglie leopardate, pantaloni zebrati e, soprattutto, intimo aggressivo.
Quando entra da Intimissimi la commessa sa già che deve tirare fuori l’artiglieria pesante, e così apre quei cassetti in basso al bancone dove tengono le mutande con l’uscita d’emergenza, (diciamo così) e propone alla Milf i pezzi migliori del repertorio.
E qui si chiude il sipario, perchè ho trovato le mutande con gli unicorni che cercavo e non ho più seguito la faccenda.

Secondo posto. La Merkel.

Non necessariamente dotata di culone, la Merkel è superorganizzata: non sbaglia un colpo, sa quello che vuole, quando lo vuole e perchè lo vuole.

Per dire, voi volete una maglia perchè vi piace, bhè lei la vuole perchè ha un ottimo rapporto qualità – prezzo, perchè è in sintonia con la sua personalità, perchè sarà di tendenza.
Non spende più del budget previsto, non si fa travolgere da inutili sentimentalismi da shopping compulsivo, e mantiene il controllo persino di fronte ai cartellini del 70%.
È leale, non si abbassa ai vari “l’ho visto prima io”, “me l’ero fatto mettere da parte”, ma in caso di sconfitta, continua per la sua strada senza scoraggiarsi, pronta a cogliere l’affarone che l’aspetta.
(sempre che non sia passata prima la Milf ).

Primo posto. Medaglia d’oro. Maleficent.

Non si fa vedere ma esiste.
Credevo fosse una leggenda, ma oggi ho dovuto ricredermi.
Maleficent non va a saldi di persona, nè con l’Ambrogio personale, e neanche con Enzo e Carla di “Ma come ti vesti”.
No. Lei agisce per interposta persona: manda il fidanzato.

Lo controlla tramite cellulare, da cui gli dice cosa fare, cosa comprare, e cosa dire alle commesse.
Lo cazzia in continuazione, lui chiede scusa per aver sbagliato top, lei lo cazzia di nuovo.
Se gli dice di provare una gonna al posto suo, lui lo fa.
Lo dirige così fino all’uscita e poi lo lascia libero, o meglio, glielo fa credere. Le Maleficent sono difficili da riconoscere, di solito prediligono i colori scuri, come tutte le regine del male, e i leggings a tinta unita, per non dare nell’occhio.
Spesso nei giorni pre-saldo si fanno mettere da parte i pezzi forti, così da assicurarsi il bottino in tempo.

Comunque mettetevi il cuore in pace, se non siete nate Maleficent non lo diventerete mai, prendete i vostri quattro stracci e tirate dritto.

di Redazione