160 caratteri: si scrivono ancora gli sms?

EsseEmmeEsse

Da qualche anno, circa otto, conservo alcuni sms – EsseEmmeEsse – nel mio cellulare; ne ho circa un migliaio…scritti da me stessa o ricevuti, in genere da spiriti limitrofi.

160 caratteri, una-tantum, spesso inaspettatissimi, che mettono allegria, infondono piacere, stimolano le mie caratteristiche dattilografiche su lisce tastiere avvenieristiche…quando non sono inattesi, ma sono conservati, significa che hanno toccato quell’amor proprio di piacevolezza nella rilettura, nella rivisitazione, nel voler serbarne memoria intima

Conservo circa 1000 esseemmeesse (s-m-s/short message system), perchè amo la tecnologia; amo in 160 caratteri, o 320 per quelli più evoluti, 480 per quelli evolutissimi e prolissi (che ti guardano tutti come “Alien”, nel paese delle meraviglie futuribili, qualora ti trovassi a parlarne), perchè in quelle poche battute – in croce – desidero trasmettere tutto e apprezzo trovare chi mi trasmette tutto…

…succede infatti che, in una normalissima giornata di lavoro, presi dai tempi e non dai modi, presi dalla routine e poco dal valore della riflessione sulla bellezza della vita mia e del mondo in cui vivo, una di quelle giornate in cui vorresti annegare in un trancio semi-bollente di pizza margherita soffice, alta almeno 1 cm, e berci sopra, per dimenticare, una coca-light, da far uscire il gas dalle orecchie fino ad arrivare al cervello per rimetterlo in movimento attivo, succede, che arrivi un S-M-S (di quelli evidenziati dal tuo cellulare con la banale scritta “hai un nuovo messaggio”), di uno spasimante antico, dimenticato, archiviato, cancellato, di cui avevi perso la tracciabilità e che, poi, non ti interessava neanche tanto ricostruire il percorso, e che ti scriva:

sii bella & pazza! ed io, per non perdere il colpo, possa rispondere:
del resto, un uomo senza la panza è come un cielo senza le stelle
!

Short Message System

E così ti accorgi che c’è un bellissimo sole, che c’è un venticello tipico del miglior clima rivierasco possibile, che la cosa più buona da bere oggi è un Moet Chandon Rosè, che adoro i quasi-quasi-quasi 40 anni, che nessuno mi fermerà e che questo fa un capitolo del mio libro d’amore della vita…

Succede poi che io parta per un viaggio, e in quel vuoto vitale che è l’attesa del check-in aereoportuale, pari ad un tapis-roulant per chi odia lo sport, mi passi per la testa di mandare un messaggio del tipo:

Cos’è grande?

Una grande amicizia sopra ogni cosa?
Una grande risata fino alle lacrime ed al mal di stomaco che ricorderò per anni?
Una grande conquista bramata?
Una grande e lunga notte a raccontare di sè e del mondo al cielo e a chi mi capisce fino in fondo?
Cos’è Grande?

Grande è una citazione che segna un’esistenza?
Un grande spumante, in compagnia?
Un grande libro da raccontare per la vita?
(circa 320 caratteri…)

e che, qualcuno dei miei interlocutori virtuali, per concludere un altro capitolo, del mio libro d’amorsacroprofanotelematico, mi risponda:

…grande è una corsa a perdifiato, grande è la vita di ogni persona, grande è questa città e tutto ciò che essa contiene.
Grande è il dolore delle sconfitte e la gioia dei traguardi.
Grande è il male del mondo e tutte le nostre speranze per il futuro.
Grande è ogni pensiero con un valore dentro…

E alla mia domanda, sempre via sms, sul perchè sapesse sempre rispondermi a tono e sempre entrare in sintonia con quei ragionamenti che fuggenti, improvvisi, miei, spesso asillogici, che mi attanagliano l’esistenza, mi viene risposto:

Semplice Madame: siamo tutti angeli con una sola ala, per volare dobbiamo stare vicini

I miei capitoli – SMS e la vita tutta

Nell’ultimo capitolo, quello più recente, intervengono, così, 3 persone che credo mi vogliamo molto bene e alla mia domanda – sempre via sms – sul perchè alcune persone a me, molto vicine, siano mancate, tutte ed in pochissimo tempo, mi rispondono in circa 160 caratteri:

“Immagino che adesso hai messo il tuo mondo a dormire e sei uscita a prendere aria; qui non è come a casa tua. Qui, a volte, si piange e si sente la tristezza in fondo al cuore. Ma domani sorgerà il sole di nuovo ed il tuo mondo si sveglierà per darti la voglia di vivere e di scendere a fare due passi tra le parole scritte…speriamo d’incontrarci, magari subito dopo che hai finito di digitarle…

Ed ancora

“È da due giorni che cerco di trovare una risposta alla tua domanda – ma che cazzo di vita è questa? -, ma è probabile che io stia cercando questa risposta da almeno una decina d’anni…è una cosa strana la vita (Dio che sfilza di banalità che ti sto dicendo!), in un attimo provi grandi gioie, in una settimana ti trovi in mutande, senza più nulla tra le mani. La vita è una meravigliosa ingiustizia fatta da infiniti pezzi diseguali che per lo più sono problemi da risolvere o dolori da superare…però la vita è l’unica grande cosa che abbiamo.
Un bacio ed una carezza, purezza mia…”

E pure

“…vedi, la vita è come questa strada che percorro stanotte, piena di imperfezioni. Lo sporco fuori dai cassonetti, l’asfalto rotto, qualche casa scrostata; ma è l’unica via che mi porta a casa”…

di Simona Angeletti