Costantino della Gherardesca ha chiuso con alcol e droghe

Costantino della Gherardesca - Fonte: Facebook
Costantino della Gherardesca – Fonte: Facebook

Costantino della Gherardesca non fa più uso di droghe o alcol. Lo ha confessato lui stesso in una lunga intervista televisiva rilasciata a Vanity Fair, in cui parla della sua carriera televisiva e dei suoi progetti per il futuro.

Costantino della Gherardesca, che ha debuttato in tv nel 2001 con Chiambretti, racconta della sua infanzia e di come lo zio e la mamma, divertendosi molto negli anni Sessanta e Settanta, hanno dilapidato tutti i loro averi. Cosa che per lui è stata una salvezza:

“Una persona con problemi psichiatrici come me per forza di cose si dà alla droga. E se hai una famiglia ricca alle spalle, finisci per farti di eroina e cocaina fino alla fine dei tuoi giorni”.

Costantino, infatti, soffre di “Generalized Anxiety Disorder e altri disturbi come l’agorafobia. Devo stare attentissimo a tenerli sotto controllo con farmaci, stile e ritmi di vita, un certo numero di ore di sonno“.

Il suo racconto toccante continua con queste parole:

“La prima volta che ho visto una psicologa avrò avuto 12-13 anni. Avevo dato fuoco alle tende. Ma il periodo peggiore cominciò a 14 quando mi trasferirono in un collegio di destra, molto severo, in Inghilterra. Capirono subito che ero omosessuale e mi punivano continuamente. Una volta mi fecero correre nella neve fino a “ustionarmi” le piante dei piedi. Per fortuna la presi di petto. Scappavo a Parigi da amici e lì ne facevamo di cotte e di crude: droga, acidi. E ho continuato anche quando, due anni dopo, mi hanno trasferito in un altro collegio, molto di sinistra. Ci si droga per anestetizzarsi. La verità è che fai casini terribili”.

Per disturbi psichiatrici e per problemi di droga è stato ricoverato in ospedali psichiatrici, comunità, centri di recupero e poi ne è uscito, perché come dice lui “o ti tiri fuori o muori“:

“Quando tocchi il fondo e non hai una famiglia che ti può sostenere economicamente, o ti tiri fuori o muori. Il punto più basso è stato il ricovero in una comunità psichiatrica dove ero finito per questioni anche di droga. Ero ancora un ragazzino e mi somministravano neurolettici molto forti. È per quello che sono diventato grasso. Eppure, in tutto ciò, sono riuscito miracolosamente a laurearmi e, dopo, ho cominciato a lavorare”.

Ora, finalmente, ne è fuori!

di Redazione