Droga e prostitute nel Pil: la proposta della Commissione Europea

Una scena di "Blow"
Una scena di "Blow"

Soffia uno strano vento di cambiamento nell’Europa dei bilanci, si chiama Esa (European system of national and regional accounts) ed entrerà in vigore il prossimo autunno. La novità shockante di questo nuovo sistema di calcolo del prodotto interno lordo è il computo di transazioni illecite come spaccio di droga, ricettazione, contrabbando, prostituzione. Sarebbero i cosiddetti “borderline cases” nel testo dell’Esa, i casi limite, considerati al pari di una qualsiasi transazione economica che implichi un mutuo accordo tra le parti: prescindendo dall’illegalità dell’azione e dai soggetti coinvolti, privati cittadini o istituzioni. Secondo questa logica anche le multe e le sanzioni sono considerate transazioni economiche che seguono un accordo pregresso tra cittadino ed istituzioni, es. sai che devi pagare il canone tv, quindi c’è un implicito accordo a cui se vieni meno sei multato e quella multa è una transazione economica, quindi computabile nel Pil.
Un radicale cambiamento di prospettiva questo introdotto dalla Commissione Europea, intenta a rinnovare il metodo di calcolo della produzione nazionale ma al costo di quale rinuncia etica? Resto perplessa, a due giorni dalle elezioni europee e lontano dall’essere una statista trovo una certa dissonanza tra legittimare i profitti di attività illecite e al tempo stesso dichiarare l’illegittimità delle stesse attività. Si che l’Italia vedrebbe sicuramente salire il proprio Pil di diversi punti (12,6% il peso dell’economia criminale su dati del 2008) ma siamo sicuri che sia il modo più salutare per la società?

di Ilaria Danesi