Due menu nelle mense scolastiche della scuola pubblica con un dolce di differenza

Foto www.karaspartyideas.com
Foto www.karaspartyideas.com

È giusto che nella scuola pubblica ci siano due menù differenti, uno più economico (senza dolce) ed uno più caro (con il dolce)? La mia risposta è sì. Andiamo nel dettaglio, succede a Pomezia, dove il comune di amministrazione grillina mette nel bando del servizio mensa delle scuole dell’infanzia e primarie la scelta di due menù: uno da 4 euro senza il dolce, l’altro, da 4 euro e 40 con le stesse portate e l’aggiunta del dessert. Il Pd e Sel insorgono dichiarando la scelta discriminatoria ma l’amministrazione ha replicato che il suggerimento arriva proprio dalle famiglie. È proprio su questo input che si fonda la mia non-avversione ai due menu, che la richiesta arrivi dalle famiglie, forse stanche di sentirsi dire che a scuola non ci sono soldi per la carta della stampante, per il sapone nei bagni, per la carta igienica ecc… come mi raccontano amiche mamme con i figli alle scuole dell’infanzia o primarie. Queste mamme mi raccontano che spesso non tutti si sobbarcano le spese per i propri figli nel medesimo modo, e non certo per mancanza di mezzi ma per quel subdolo sentimento un po’ italiano di “tanto paga Pantalone”. Credo che l’input di diversificare i menù vada nella direzione di “a ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le proprie possibilità” in modo tangibile, a differenza delle spese che le famiglie si sobbarcano senza rendicontarle. Se poi pensiamo che la differenza di 40 centesimi per un dessert è tuttora, nonostante la crisi, un prezzo abbastanza popolare non la vedo una discriminazione di censo, né dal punto di vista salutistico per il bambino (diverso sarebbe stato per la carne, il pesce o le verdure).
Cosa direste però ad un bambino che vede il suo amichetto mangiare il dolce, mentre lui non ce l’ha? Che i suoi genitori hanno comprato un diverso biglietto per la mensa, perché ci sono diversi menù nel mondo e non tutti abbiamo gli stessi biglietti, per motivi diversi. Ma questo credo che i bambini lo sappiano meglio di quanto pensiamo, sono i primi a rendersi conto delle differenze e a volte anche a rimarcarle con ferocia adulta. E magari potrebbero anche imparare a condividerlo quel dolce, senza dare per scontato che tutti ne possano avere uno. Che ne pensate?

di Ilaria Danesi