Le elezioni in Turchia: la censura su Twitter e Youtube e il rinvio dell'ora legale

Elezioni in Turchia - Foto Internazionale.it
Elezioni in Turchia – Foto Internazionale.it

Sorprende il risultato delle elezioni amministrative in Turchia: mentre si sta terminando lo spoglio delle schede (95%), L’Akp, il Partito filo-islamico per la Giustizia e lo Sviluppo del premier turco Recep Tayyip Erdogan si aggira intorno al 47% dei voti contro il 27% dell’opposizione socialdemocratica del Chp, il Partito Popolare Repubblicano. Poco scalfito dagli scandali delle intercettazioni degli ultimi giorni e dalle accuse di corruzione, nepotismo, forzata islamizzazione di un paese che si proclama laico, il premier turco Erdogan si dichiara vincitore non mancando di avvertire gli oppositori che “pagheranno caro” quello che il premier ha definito il tentativo di rovesciarlo con la campagna diffamatoria degli ultimi mesi.
Dopo il blocco di Twitter e da ultimo Youtube degli ultimi giorni, queste elezioni hanno dato adito all’ennesima decisione arbitraria del premier turco: rinviare l’introduzione dell’ora legale di 24 ore per evitare confusione tra i votanti sugli orari di voto. Certo il minore dei mali attuato dal premier verso il popolo turco, visto anche il regime di censura dell’informazione attraverso i social media perpetrato nell’ultimo mese ma pur sempre una decisione dittatoriale che, di fatto, condizionerà il bioritmo del popolo turco.
Oltre ai canonici effetti collaterali del cambio dell’ora legale (insonnia, stress, perdita di concentrazione ecc…) per il popolo turco, contrariamente alle previsioni di Erdogan, la modifica sta creando disagi ai seggi perché molti di questi avevano già programmato in automatico il cambio di orario. Il premier turco deve aver ignorato il motto di Benjamin Franklin, storico inventore del parafulmine ritenuto tra i promotori dell’ora legale: “Early to bed and early to rise, makes a man healthy, wealthy and wise” (Presto a letto e presto alzato, fan l’uomo sano, ricco e saggio).
Tra le tante questioni che il premier Erdogan si è impegnato ad ignorare in questi anni, come la libertà di espressione ed informazione, magari gli era sfuggito l’adagio di Mr. Franklin, e dire che di parafulmini, il premier che nascondeva in casa svariati milioni di dollari in contanti, se ne dovrebbe intendere.

di Ilaria Danesi