Mondiali Brasile 2014: l'emozionante e discutibile spot dei minatori cileni

Un fotogramma dallo spot Banco de Chile
Un fotogramma dallo spot Banco de Chile

Rimasti intrappolati settanta giorni sotto terra, i 33 minatori sopravvissuti al crollo di una miniera in Cile nel 2010, sono ora protagonisti di uno spot per i mondiali in Brasile. Dalla polvere all’altare, i minatori incitano i calciatori della nazionale cilena a vincere le partite, perché dice Mario Sepuvelda, uno dei sopravvissuti: “Per un cileno niente è impossibile”. Lo spot è finanziato da Banco de Chile, sponsor della nazionale e uno dei principali gruppi bancari del paese. Nello spot si vedono riprese originali dei minatori sottoterra in attesa dei soccorsi: i loro volti e sguardi appesi ad un filo di speranza, flebile come la luce dei loro caschi di sicurezza. Se è impossibile non emozionarsi di fronte alla vita che vince sulla morte, alla speranza e alla tenacia che non cedono il passo alla disperazione e la resa, restano le perplessità di uno spot fatto per motivare dei giocatori di calcio. Trovo discutibile strumentalizzare una scampata tragedia per interessi pubblicitari (perché Banco de Chile vende anche la sua immagine) e “motivazionali” verso la nazionale cilena nei mondiali 2014.
Lottare per la propria sopravvivenza ha un valore non paragonabile con la ricerca, seppur patriottica, di segnare un goal più della squadra avversaria. Siete d’accordo con equiparare professioni ad alto rischio come quella del lavoro in miniera, svolto con la dignità di chi cerca un mezzo di sostentamento, con uno sport agonistico e milionario come il calcio dei Mondiali?
Il pensiero va ai 300 minatori turchi morti nell’esplosione della miniera di Soma lo scorso 14 maggio, nessuno spot motivazionale per i loro calciatori né tanto meno per le loro famiglie.

di Ilaria Danesi