Nainggolan, centrocampista della Roma, litiga con la moglie: per lei 20 giorni di prognosi

Ultimamente, i riflettori sono sempre accesi sul problema della violenza sulle donne e le campagne di lotta e sensibilizzazione non si contano più. Il fenomento, però, non sembra diminuire, i casi di violenza continuano a riempire le pagine di cronaca.
Questa è la volta del centrocampista della Roma, Radja Nainggolan, che domenica scorsa ha picchiato la moglie per strada davanti gli occhi della figlia. Per fortuna un passante ha notato i litigi violenti e ha avvisato tempestivamente i carabinieri.
La giovane donna è stata ricoverata all’ospedale San Giovanni di Dio a Cagliari con una prognosi di venti giorni per aver riportato lesioni ed escoriazioni.
In tutto questo la cosa assurda è un’altra.
Se da un lato è piuttosto ovvio che il calciatore provi a negare e a difendersi con tweet del tipo:
«Solo per litigio! Non ho assolutamente messo le mani addosso!!! Ma scherziamo…?»,
«Voglio dire una cosa a tutti!!! Dovete fare i c… propri… Problemi in famiglia esistono… Ma mani addosso no!!», la cosa assurda è pensare che la moglie stessa scagioni il marito, che neghi di essere stata picchiata e che tutto fosse soltanto un “semplice” litigio.
«Chi è che non litiga con il proprio marito? Si è trattato solo di un diverbio».

Siamo ancora a questi livelli? È possibile mai che una donna che subisce umiliazioni così gravi, ferite così profonde, preferisca continuare a vivere accanto a un uomo del genere?
Se non vuoi farlo per te almeno fallo per tua figlia che oggi si limita a guardare queste scene di violenza senza darsi delle spiegazioni: un domani potrebbe viverle in prima persona e pensare che sia tutto normale.

di Eliana Avolio