Platinette a Sanremo: tra critiche e applausi

Quando pensiamo a Platinette pensiamo al personaggio un po’ trash che rivendica in maniera piuttosto decisa e a volte ingombrate il proprio modo di essere. Ma Platinette, o meglio, Mauro Coruzzi è molto di più. E ieri sera sul palco dell’Ariston l’ha ampiamente dimostrato.

Libero da trucco e parrucco Coruzzi esegue in coppia con Grazia Di Michele, autrice del brano, un pezzo raffinato e toccante dal titolo: “Io sono una finestra”.
«È un brano pensato con amore per Mauro: per lui nutro stima, affetto ed empatia» – spiega la Di Michele – «L’ho scritto con la voglia e la presunzione di riuscire a entrare non solo nell’esperienza di Mauro, ma di chiunque si senta un pregiudizio addosso e se lo debba portare appresso».

Inizialmente ci sono state le critiche.
Paolo Talanca, critico musicale, dopo aver appreso la notizia della presenza di Platinette nel cast sanremese aveva dichiarato:
“In una conferenza del 2011 auspicavo il Gabibbo a Sanremo senza un minimo di ironia. È arrivata Platinette e non ci siamo molto lontani”.
Poi ha visto la sua esibizione, ha letto il testo e ha ascoltato la canzone. E le scusa sono subito arrivate.

L’esibizione di Mauro Coruzzi è stata un vero trionfo: la canzone è quella che è e che deve essere, non quella che la gente si aspetta che sia. Descrive benissimo quanta forza e quanta sofferenza implichino la scelta di essere se stessi. Queste le parole del critico musicale che conclude le sue scuse con l’auspicio per Mauro Coruzzi di raggiungere la parte più alta della classifica finale.

Ecco il videoclip ufficiale del brano in gara al Festival di Sanremo:

di Eliana Avolio