Raoul Bova: la suocera lo accusa di usare il suo nome per farsi pubblicità

Dopo l’intervista rilasciata da Raoul Bova al settimanale Vanity Fair, nella quale parlando della tempestosa separazione dalla moglie, aveva invocato un ‘armistizio’ per il bene dei figli, Anna Maria Bernardini De Pace ha approfittato anche lei di un settimanale, Chi per l’esattezza, per risponde all’ex genero: “Se mi chiamassi Concetta De Cazzis, non servirei a niente. Il mio nome invece, è un buon traino pubblicitario. Che il mio ex genero Raoul Bova lo usi pure. Tanto, com’è sempre stato, non gli faccio pagare niente”

Il settimanale Chi ricostruisce punto per punto la storia di una lunga serie di procedimenti giudiziari intentati dall’attore nei confronti soprattutto dell’ex suocera, compreso quella per “un’intervista a me attribuita e che invece non ho mai fatto”, come sostiene Annamaria Bernardini De Pace.

“Raoul ha intentato ben quattro cause tra me e mia figlia”.

Fra le anticipazioni, vi è anche quella secondo cui Bova non avrebbe accettato i termini per la separazione consensuale proposti da Chiara Giordano, e ha invece iniziato un procedimento per la separazione giudiziale contro la moglie.

di Eliana Avolio