Sequestrato carro armato ai secessionisti veneti e su Twitter dilaga #nelgaragedeisecessionisti

"Tanko" recuperato dalle forze dell'ordine
"Tanko" recuperato dalle forze dell'ordine

Potrebbe essere l’incipit per un racconto grottesco ma è la ben più fantasiosa cronaca di oggi. La notizia dei 24 secessionisti veneti arrestati per associazione con finalità di terrorismo non bastava ad angosciare le nostre giornate, nel garage nel padovano che utilizzavano come deposito (ribattezzato Arsenale) è stato trovato e sequestrato un carro armato artigianale soprannominato “Tanko” con cui avrebbero effettuato l’assalto a piazza San Marco a Venezia, per rivendicare l’indipendenza della Serenissima Repubblica. Vorrei aggiungere che di “serenissimo” nel progettare un attentato e nascondere un carro armato artigianale nel garage non c’è proprio nulla. Il mezzo, un grottesco ibrido tra un trattore e un carro armato, era dotato di cingolati e munizioni per sparare.
Mi chiedo quante puntate del telefilm Mc Guyver e video tutorial di DIY su youtube si siano studiati per arrivare a costruire questo obbrobrio, a cui auguro una pronta e felice riconversione a trattore agricolo nei campi di frumento del Nord Est.
La delirante notizia del carro armato in garage ha solleticato la fantasia di Twitter dove è partito stamani l’hashtag #nelgaragedeisecessionisti che da adito alle creazioni satiriche più fantasiose e divertenti.
Per citarne alcune si va dalla citazione di cartoon in linea con l’ego fuori controllo dei secessionisti, ai collegamenti con il Frankestein Jr di Mel Brooks fino all’estro e a quella pragmaticità tutta tipica di un certo modo di essere partenopei.
Per sdrammatizzare – poco sereni – la follia umana.

12.16 Ci segnalano una nuova offensiva della Zona Estremista Rivoluzionaria Oltrepiave con l’operazione #tanko2 volta a raccogliere fondi per costruire, da un Landini 650 offerto dal cognato del rivoluzionario, un nuovo carro armato grazie alla raccolta fondi del “scrofanding” (veneto per crowdfunding).
Esilarante, un vero progetto finanziato dal basso, che più basso non si può.

di Ilaria Danesi