3 motivi per cui il tuo blog personale è importante

 

Se lavorate in rete, se siete libere professioniste, se avete una passione forte e la volete condividere con gli altri, un blog è assolutamente necessario. A differenza dei social, infatti, un blog ci permette di sfruttare al meglio le nostre potenzialità, di mettere in mostra le nostre capacità, di condividere le nostre conoscenze e le nostre opinioni come nessun Facebook, Twitter o Instagram potrebbe mai fare, per il semplice fatto che il blog è nostro, solo nostro, e ci rispecchia in pieno. Ovviamente dovremmo aggiornarlo con un po’ di frequenza, dotarlo di contenuti validi e non trascurarlo mai. E almeno per tre motivi.

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Il blog è il tuo biglietto da visita in rete!

1. Il tuo blog è la tua parte di internet

Se sui social stiamo alle regole di altri, sul nostro blog siamo noi a tenere le redini del gioco: i social possono aiutarci a diffondere quello che noi scriviamo sul blog, ma quest’ultimo è la nostra vera presenza in rete, quello che ci rappresenta davvero, senza algoritmi o impedimenti imposti da altri. Promuovere i contenuti sui social è importante, ma è importante creare uno spazio tutto nostro: e il blog è proprio questo.

2. Il blog è la tua casa su internet

Il blog è il contenuto principale, da dove parte tutto, da dove partono le condivisioni sugli altri social che dovranno essere pensate ad hoc, ma il contenuto pubblicato nel tuo sito deve essere unico e deve rappresentarti al meglio. E’ la casa anche del tuo contenuto: sui social la visibilità è decisamente inferiore, mentre sul tuo sito rimarrà in “vetrina” praticamente per sempre.

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Mai sottovalutarlo e mai trascurarlo!

3. I contenuti possono essere sviluppati

Quando pubblichiamo qualcosa sui social, possiamo modificare in seguito quello che scriviamo, ma in linea di massima tutto rimane statico e non possiamo cambiare un bel po’ di cose. Mentre sul blog possiamo fare quello che vogliamo, possiamo modernizzarci, possiamo aggiornarci, possiamo cambiare a seconda di come cambiamo noi e non seguendo gli algoritmi pensati da altri che, magari, possono non fare al caso nostro.

di Redazione