4 cose che dobbiamo imparare dalle mamme del mondo

Ogni paese ha le sue regole per educare i bambini e indirizzare la loro crescita, ma siamo sicuri che non sia meglio guardare le mamme del mondo per migliorare la vita dei bambini italiani?

Educare imparando dalle mamme del mondo
L’educazione di un bambino forma l’uomo e la donna del futuro

Non sono solita puntare il dito sulle mamme italiane, anche se c’è da dire che in molte cose ci distinguiamo non in positivo, cosa che ora mi è molto più evidente abitando fuori dall’Italia ed entrando in contatto con mamme di tutto il mondo.
Un eccesso di coccole e protezione che finisce per rovinare i nostri piccoli, specie se maschi, è purtroppo una delle caratteristiche che ci contraddistingue, come anche l’eccessiva ansia e apprensione nell’affrontare malattie o anche nel lasciare un minimo di indipendenza ai piccoli.

Tendiamo a guardare negativamente quello che ci circonda credendo nella nostra verità come a una verità assoluta e immutabile, ma forse faremmo bene a guardare e imparare anche dal resto del mondo e qui non si parla di dicerie, ma di veri studi scientifici che dimostrano che lo stile di vita di alcuni bambini è nettamente migliore e salutare rispetto ad altri… anche al nostro.

I bambini giapponesi stanno meglio dei coetanei

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Aumentano le iniziative Bicibus e Piedibus: forse qualcosa stiamo imparando

Un esempio è lo studio pubblicato sulla rivista The Lancet che dimostra come i bambini giapponesi conducano un’esistenza decisamente più salutare rispetto ai loro coetanei nel resto nel mondo. Da cosa viene dedotto tutto ciò: un primo punto è dato dalla loro dieta basata su vegetali, riso e pesce.

Quello che maggiormente colpisce sono le abitudini decisamente meno sedentarie dei giovani: il 98% raggiunge la scuola in bicicletta (quasi la totalità), in Italia i bambini che vanno a scuola da soli sono solo il 7%. Potremmo obiettare che le nostre città sono poco affidabili e anche poco attrezzate per ciclisti e pedoni, ma forse è il caso di puntare il dito sulla nostra abitudine a utilizzare l’auto anche per tragitti di poche centinaia di metri.

Cosa possiamo imparare dalle mamme del mondo

Sono molti gli aspetti che potremmo migliorare e questo non perché siamo cattive madri, ma perché abbiamo un retaggio culturale diverso, difficile da abbandonare, ma che da qualche parte fa acqua. Tocca a noi modificarlo in base alle esigenze di oggi.
Vediamo insieme qualche cambiamento possibile nell’educazione dei bimbi italiani:

1- Non avere paura del freddo

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Mai chiudere in casa il bimbo in inverno, coprirlo bene e lasciarlo giocare all’aria aperta è fondamentale al rafforzamento del sistema immunitario

Ormai è risaputo, lo urlano ai quattro venti anche pediatri e dottori di settore: il freddo non è un problema e una scusa per barricarsi in casa. Sarà che non siamo abituati al freddo eccessivo e ai lunghi inverni e per una giornata di temperature basse possiamo anche chiuderci in casa, ma barricare il bambino tra quattro mura solo perché non è estate non fa che creare danni. Trasferendomi in nord Europa ho capito una cosa: nell’armadio di un bambino non può mancare una tuta da neve. Noi la concepiamo solo per la settimana bianca, qui è una necessità: il bambino è ben coperto e può uscire di casa con qualsiasi temperatura.

Nelle scuole dei paesi più freddi viene richiesto, oltre il normale cambio di abiti, anche di lasciare una tutina da neve a scuola in modo da poter uscire liberamente per attività all’aperto anche con temperature più rigide.

2- Aumentare il contatto fisico

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Giusto o sbagliato, soprattutto i neonati hanno bisogno di contatto fisico

Paradossalmente copriamo il nostro bimbo di eccessive attenzioni, ma limitiamo il contatto fisico credendo che questo lo vizi, cosa che ci viene ripetuta anche dai pediatri.
Con questo si può essere più o meno d’accordo, perché in effetti molti bambini tenuti troppo in braccio sembrano poi abituarsi più a quello che al passeggino creando molti problemi alle mamme.

Studi dimostrano invece che il contatto su un bambino molto piccolo, con una fascia porta bebè per esempio, è una sorta di antidoto naturale ai malanni e ai bisogni del piccolo, del neonato che ha necessità di contatto fisico non per vizio, ma per necessità di nutrimento non solo fisico, ma anche emotivo.

3- Educare alla manualità

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Giochi e manualità per stimolare la fantasia

Il gioco libero e la manualità servono per socializzare e darsi regole di gruppo, senza considerare come attività manuali stimolino la creatività e l’ingegno.
Il sistema scolastico finlandese è considerato tra i migliori al mondo e qui artigianato e gioco assumono una importanza fondamentale nell’orario scolastico dei piccoli.

4- Dare maggiore indipendenza

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Liberi di giocare

Qui dobbiamo decisamente migliorare: lasciare più indipendenza ai bimbi, fargli esplorare il loro piccolo mondo è fondamentale per creare spirito di indipendenza e sicurezza di sè.
E voi, cosa credete di poter imparare dalle mamme del mondo?

di Agnese.C