5 motivi per cui insegnare è il lavoro più difficile al mondo

 

Oggi è la Giornata Mondiale degli Insegnanti. Istituita dall’Unesco nel 1994, questa giornata è nata con lo scopo di sottolineare quanto siano importanti la scuola e gli insegnanti. L’insegnamento comporta un impegno e una pressione mentale che non viene riconosciuta, vittima anche di un’ignoranza di base che porta gli insegnanti ad essere accusati quotidianamente di lavorare poco e di fare troppe vacanze. Peccato che per fare quelle 22 ore settimanali a scuola, ce ne siano altrettante (se non di più) di lavoro da casa. I compiti e le lezioni non si creano magicamente da soli.

Vediamo cinque motivi per cui insegnare è il lavoro più difficile del mondo:

1) pubblico riottoso: l’insegnante spesso e volentieri si trova a dover insegnare qualcosa a un pubblico fatto di studenti che vorrebbero essere altrove  e che vorrebbero fare di tutto tranne che stare lì ad imparare. E questo lo deve fare per 4-5 ore al giorno, senza poter staccare la spina e senza poter dire “Va beh, questa pratica la finisco dopo, ora sono stanco”. Le lezioni devono andare avanti ininterrottamente

2) genitori che remano contro: è un triste dato di fatto. Ormai la maggior parte dei genitori piuttosto che educare i figli a prendersi le proprie responsabilità, preferiscono giustificarli e dare la colpa di tutti i loro guai agli altri, in primis gli insegnanti. Il figlio ha preso un brutto voto perché è stato tutto il giorno a bighellonare con gli amici? E’ colpa degli insegnanti che non hanno spiegato bene, mica di loro genitori che non hanno controllato che il figlio stesse a studiare al posto di andare in giro. Viene sequestrato il cellulare al figlio durante la lezione perché le regole della scuola vietano di tenere il cellulare durante le lezioni? La colpa è dell’insegnante che ha messo in atto il regolamento vigente della scuola, non del figlio che ha violato le regole. Ed esempi del genere ce ne sarebbero tantissimi

Studenti delle elementari in classe
Studenti delle elementari in classe

3) rientra nelle professioni usuranti: in generale tutte le professioni che hanno a che fare con l’aiutare il prossimo (anche medici, veterinari, polizia…), sono considerate professioni usuranti. Questo perché richiedono un impegno mentale maggiore e spesso non si ottiene riconoscenza, ma solo denigrazione e insulti

4) maggiori responsabilità: l’insegnante è responsabile di ciò che accade in classe durante le sue ore. Gestire 30 bambini o adolescenti che si rifiutano di rispettare le regole perché i genitori insegnano loro che le regole sono fatte per essere aggirate o piegate, aggiunge un carico di responsabilità che alla lunga logora la persona

5) vittime di generalizzazioni: con l’avvento di internet e dei social network, troppi leoni da tastiera si sentono in diritto di criticare continuamente il lavoro altrui, senza minimamente sapere di cosa stiano parlando. Luoghi comuni come insegnanti che lavorano poco, quello non è un vero lavoro, hanno tre mesi di vacanza, fanno la bella vita, hanno stipendi da favola, fanno il doppio lavoro perché hanno tempo da perdere, non sanno insegnare, sono fannulloni… questo è quello che viene riversato quotidianamente sulla testa degli insegnanti. Se qualcuno facesse la stessa cosa con il vostro lavoro, come la mettereste?

 

di Laura Seri