5 regole per prevenire il cyberbullismo

 

Internet è un (non) luogo assai pericoloso.
Ve l’avevamo raccontato qualche tempo fa in un articolo dedicato al deep web, ovvero quella parte oscura di Internet che si nasconde sotto gli occhi di milioni di utenti tutti i giorni. Ma anche senza andare a rovistare nel marciume del web, le situazioni pericolose si annidano in ogni angolo come le truffe online o il cyberbullismo.
Sappiamo bene cosa sia il bullismo e quanti ragazzi (e ragazze, perché noi donne possiamo essere terribili) ne siano stati vittime: ma quando la cattiveria di un bullo, le angherie, la violenza verbale e le umiliazioni si spostano sul web e sui social network, ecco che prende piede il cyberbullismo.

Molte di voi sono probabilmente ragazze adulte che conoscono i pericoli della rete e che sanno come prevenire certi pericoli, ma i più piccoli, gli adolescenti non lo sanno. E badate che il negare qualsiasi accesso o uso di device tecnologici e social network ai ragazzi non è la soluzione: la soluzione è insegnare ai più giovani come utilizzare correttamente la rete e come difendersi dai pericoli celati in essa.

Se siete delle mamme, zie o lavorate con i ragazzi (come maestre e professoresse) è necessario che conosciate l’ABC del fenomeno del cyberbullismo e che sappiate insegnarlo ai ragazzi. Ecco quindi cinque punti essenziali da tenere sempre a mente.

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Riconoscere i segnali del cyberbullismo è importante!

Abituate i ragazzi per gradi

Prima di regalare un computer o uno smartphone privato ai vostri figli, insegnate loro le basi della “navigazione sicura” su un computer di casa, un computer dove poter vedere tutti i suoi movimenti e controllare ciò che fa mentre lo usa. Questo non va assolutamente letto come “farsi i fatti dei propri figli”, perché invadere in modo così aggressivo la loro privacy li spingerà sempre più a non condividere nulla con voi.

Prevenire è meglio che curare

Insegnate ai ragazzi la differenza tra un sito protetto e uno potenzialmente pericoloso sia per il PC che per loro stessi.
È importante che capiscano la differenza tra una situazione tranquilla e una pericolosa, quindi stare lontani da siti poco raccomandabili e non diffondere mai dati sensibili o privati (indirizzi, numeri di telefono ecc…).

Cyberbullying
Le parole fanno più male dei pugni

Gestire i contatti

È inutile nascondere ai ragazzi i pericoli del web per questioni di tabù o pudore: sappiamo bene quante persone strane e poco affidabili navighino tutti i giorni su Internet, quindi insegnate loro ad avvisarvi tempestivamente se ricevono messaggi strani o vengano contattati da sconosciuti, specialmente sui social network. Nei casi più estremi ricordatevi, prima che le conversazioni o i post vengano cancellati, di salvare tutto, anche un semplice print della schermata.

È un po’ la versione 2.0 del “non accettare caramelle dagli sconosciuti”-

Resistere alle provocazioni

Internet è pieno di persone frustrate che vogliono litigare con tutti, pronte a dire la loro e a insultare chiunque: un buon modo per evitare le ripercussioni di un brutto diverbio sui social è non parteciparvi. Anche se molte volte non resistiamo proprio a dire la nostra, insegnate ai vostri figli una pacifica tolleranza di questi elementi. È molto utile imparare anche non solo i principi della netiquette, ma conoscere tutti gli strumenti per segnalare contenuti inappropriati sui social.

No ai contenuti spinti

Questo è un argomento estremamente spinoso e che riguarda i genitori con figli e figlie dai 14 anni in su.

In una società disinibita come la nostra, lo scambio di messaggi e foto piccanti, per arrivare fino al sexting, è comune e praticato da tantissime persone. Il pericolo del diffondere immagini e messaggi di una certa natura porta inevitabilmente a metterci in una posizione compromettente, visto che tutto quello che viaggia attraverso Internet rimane su Internet.

Famoso è il caso delle quindicenne Amanda Todd, che nel 2012 si tolse la vita dopo essere stata ricattata e umiliata in seguito alla diffusione di sue immagini di nudo sul web. Forse non tutti ricordano la vicenda, di seguito il video in cui la stessa Amanda racconta la sua storia, prima di lasciarci.

Quest’ultimo esempio è abbastanza estremo e lungi da noi l’idea di fare del terrorismo, ma questo insegna a tutti noi, grandi e piccini, che con Internet non si scherza.

 

Credits: huffpost.com, inspireyourfaceblog.com, erinhansen.pbworks.com, rolemommy.com, activefamilymag.com

di Giordana Moroni