Alba Armillei: la prima hair stylist di moda

Chi è Alba Armillei?

Alba Armillei, donna elegante e di carattere, è stata la più famosa e amata coiffeuse romana del secolo scorso, apprezzata dalle dive di un “tempo che fu“, della bella epoca d’oro dove l’eleganza regnava ancora sovrana.

Dietro le quinte delle più sofisticate sfilate di moda e nelle camere private dove si sono preparati alcuni dei matrimoni più celebri della storia, si è scritta la sua di storia, quella della prima hair stylist di moda della realtà italiana, che ha creato tantissime stupefacenti acconciature in quasi mezzo secolo.
Dal dopoguerra alla Dolce vita romana, dal rivoluzionario ’68 ai “grand bal” francesi: “ho vissuto anni indimenticabili, un mondo che oggi, forse, non esiste più” queste le parole di Alba Armillei che senza rimpianto confessa di aver avuto la fortuna di conoscere e frequentare quella realtà ormai cosi lontana e probabilmente irripetibile.

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Alba Armillei: la prima hair stylist della storia italiana

Qual è la sua storia?

Lei, la donna che ha scritto la storia dell’acconciatura a livello internazionale, ha mosso i suoi primi passi a Roma, alla vigilia della Seconda guerra mondiale quando ancora lavorava nella bottega del papà Antonio.

Bottega che era frequentata già da grandi nomi o da nomi che “grandi” lo sarebbero diventati con il tempo: Doris, Durante, Elsa De Giorgi e una giovane Lucia Bosé.

Alba diventò subito molto brava e incominciò ad aprire un salone dietro l’altro nel cuore di Roma, nel quartiere di Prati e in via Condotti: ha messo le mani nei capelli di centinaia di personaggi del jet set, dell’aristocrazia, del cinema e della borghesia di quell’epoca.

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Importanti le sue collaborazioni

Quali i suoi lavori?

Acconciature architettoniche, trecce e chignon, one of a kind, opere irripetibili destinate a durare un solo giorno: questo era quello che si diceva dei suoi lavori.

Da Audrey Hepburn a Jacqueline Kennedy, dall’Imperatrice Soraya alla regina Federica di Grecia, fino ad arrivare alle mannequin delle sfilate di Alta Moda di  Valentino e Pucci (due tra le sue più lunghe collaborazioni).

Alba Armillei dice sempre con grande orgoglio, “ho preso la vita per i capelli” e cosi cita tutte le chiome che ha potuto rendere belle e sofisticate: quelle di Virna Lisi, Marina Lante della Rovere, Jacqueline Kennedy Onassis, Tony Curtis, Guttuso e Mick Jagger e di una lista preziosa che non sembra proprio avere una fine.

Ha lavorato per  ben 44 sfilate firmate Valentino e ha viaggiato dal 1967 al 1982 in giro per il mondo chiamata dai più grandi nomi della moda e non solo.

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44 le sfilate per Valentino

Delle sfilate ricorda che la parola d’ordine era sempre “velocità“, che i capelli spesso erano il punto di partenza e che doveva con sapienza e maestria creare vere e proprie opere d’arte capaci di rendere ancora più belle le più belle modelle di tutti i tempi.

A Liz Taylor, per farla sembrare più alta, preparò un’acconciatura a gabbia, ossia una mezza cupoletta di fil di ferro che, piantata con le forcine sulla sommità del cranio, ricopriva con un intreccio di capelli: un marchingegno che le face acquistare in altezza almeno una decina di centimetri.

Per il “taglio Valentino” si ispirò al David di Donatello: corto davanti e lungo dietro, ebbe uno strepitoso successo, ancora oggi preso come riferimento dai più grandi coiffeur di moda.

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L’amicizia con Valentino

Curiosità su di lei

Della moda di oggi dice che è meglio non perdere tempo a parlarne: poca eleganza e poco buon gusto.

Se le chiedono se si sia mai fatta pettinare da qualcuno risponde: “solo una volta… e fu un disastro“.

Acconciatura preferita per lei? Capelli quasi sempre legati in modo sobrio e semplice.

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Ho preso la vita per i capelli: il libro e la sua biografia

Cosa sono i capelli per lei? Lo specchio dell’anima.

I consigli che da alle donne di oggi in fatto di capelli: il biondo alleggerisce i tratti del viso e il bruno è per poche elette; i cento colpi di spazzola sono una fesseria e soprattutto… evitate le extension: rovinano i capelli!

La sua affascinante storia in un libro: “Ho preso la vita per i capelli” scritto dalla giornalista di moda Carla Pilolli.

 

di Cristina Saglietti