Aprire un negozio online in poche mosse

 

Aprire un negozio online è certamente un’ottima idea per arrotondare o per iniziare da zero una nuova attività e in questo articolo di qualche tempo fa vi avevamo dato alcuni consigli generali.
La vendita online però è assai più complessa, quindi da dove cominciare? Seguite passo passo questi dieci step e non perdetevi nessun passaggio.

1. Il sito

La rete offre svariate soluzioni per la vendita online adattandosi ad ogni vostra esigenza, basta sapere cosa scegliere. I parametri essenziali sono il tipo di merce e il vostro grado di autonomia:

– Creare un sito e-commerce personalizzato è diventato assai facile e grazie a siti come Jimdo.com, Prestashop.com e Ecwid.com. e agli strumenti forniti da queste piattaforme potrete creare il vostro negozio ideale. Con questa soluzione siete libere di vendere ciò che volete ma ci vuole un po’ di esperienza per il grado di autonomia è totale;

– Una soluzione più semplice e assistita è appoggiarsi a piattaforme già esistenti che vi consentono di creare all’interno di un sito già esistente il vostro negozio online: ovviamente esistono tanti altri siti e il consiglio è scegliere in base il tipo di merce che vendete, ad esempio Etsy è consigliabile per vendere oggetti fatti a mano e vintage mentre Spreadshirt.it è perfetto per t-shirt e gadget geek. La tipologia di merce è quindi limitata all’area d’interesse del sito ma avrete l’appoggio della piattaforma per pagamenti, gestione degli annunci ed eventuali contese con i clienti;

– Altra piattaforma utilizzabile sono i siti specializzati sull’usato: se siete più portati sulla compravendita di merce usata allora un sito come Subito.it è perfetto… Ma non solo. Se possedete già un “vero negozio” e volete espandere la vostra offerta anche sul web siti come E-Bay e Amazon Marketing Service sono vetrine perfette per la vostra merce e merce, diventando un perfetto biglietto da visita per la vostra attività. La creazione del vostro profilo è assistita e le dinamiche di vendita dell’usato permettono di avere un rapporto più personale con il cliente, con il quale potrete prendere accordi su pagamenti, consegne o eventuali scambi di merce usata;

Fate attenzione nel caso decideste di appoggiarvi ad un sito perché solitamente l’assistenza che vi viene fornita non è totalmente gratuita quindi il sito vi chiederà probabilmente un microscopico pagamento per gli annunci e una percentuale sulle vostre vendite. Ricordatevi quindi che ogni sito ha le sue regole in materia e soprattutto, per quanto vi possa sembrare affidabile, leggete sempre tutto (soprattutto le scritte in piccolo).

 

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Ecwid.com

2. Nome e grafica del negozio

A prescindere da quale soluzione abbiate deciso di adottare il vostro negozio deve essere navigabile e bello da vedere, del resto quando facciamo shopping in un bel negozio siamo più propensi a comprare!

– Scegliete un nome accattivante: facile da ricordare e che allo stesso tempo rappresenti voi e la vostra merce;
– Tenete ordinati gli annunci attraverso tag e sezioni per rendere la navigazione più facile e intuitiva;
– Non dimenticatevi di aggiungere una sezione del sito con la vostra biografia e la storia del negozio, anche se non vendete di persona dovete trovare il modo di instaurare un legame con i vostri clienti!

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Un sito ben realizzato invoglia l’acquisto

3. Merce e annuncio

I clienti non possono vedere di persona la merce, quindi è essenziale che ogni singolo annuncio di vendita sia preciso ed esaustivo: ecco tutto quello che dovete inserire in un annuncio:

– Nome: nel titolo dell’annuncio dovete dire cosa state vendendo con eventuali dettagli in base al tipo di prodotto come marca e anno di produzione;
Foto: queste sono importantissime. Utilizzate foto alla massima risoluzione possibile e abbiate cura di mostrarne più di una, cercando di valorizzare al meglio il prodotto (ad esempio un abito va mostrato indossato fronte, retro, fianco e dettaglio);
Descrizione: tutte le info che non avete messo nel titolo vanno inserite nella descrizione. Qui non c’è un minimo o massimo di testo da inserire, ma se non sapete cosa scrivere fate questo esperimento: immaginate di essere voi il cliente e stilate una lista di domande che fareste prima di comprare la merce, le risposte sono un ottimo modo per comporre la descrizione dell’oggetto (È lavabile? È fatto con materiali tossici o allergici? È realizzabile su misura?);
Prezzo: deve essere prima di tutto realistico, non sparate cifre assurde altrimenti rischiate di non vendere nulla e deve essere comprensivo delle spese di spedizione qualora non ci fosse una voce specifica nell’annuncio;
Lingua: se volete fare proprio le cose per bene, tutte le informazioni sopra elencate andrebbero inserite anche in inglese, in modo da aumentare le probabilità di vendita;
– Se non siete ancora soddisfatti dell’annuncio, visitate alcuni siti di shop online famosi e studiate il modo in cui gli annunci vengono strutturati.

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Annuncio tipo di Zalando.it, un buon punto di partenza

4. Condizioni di vendita

Non esiste un manuale di vendita online, ognuno deve scegliere i suoi metodi ed è importante imporre delle condizioni di vendita perché è l’unico modo che avete per tutelarvi in caso di eventuali dispute. L’unico modo è figurarvi il peggior scenario possibile e comunicare il modo in cui intendete risolvere i problemi, quindi chiarite subito questi punti:

Gestione delle spedizione: quando viene spedita la merce (alla ricezione del pagamento, un giorno dopo la vendita, una volta al mese…)? Cosa succede se il pacco viene smarrito? Cosa succede se la merce arriva deteriorata?
Resi e cambi: si effettuano resi e con che tempistiche? Se la taglia non è giusta posso cambiarlo con un altro capo? Come funzionano i rimborsi?
Merce su misura: l’oggetto può essere realizzato su misura? Quali sono i tempi di realizzazione? Sono diversi i costi?

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Le condizioni di vendita tutelano voi e il cliente

5. Pagamenti

I pagamenti sono la parte più delicata e allo stesso tempo poco definibile, perché dipende tutto dal punto 1, ovvero la scelta del sito. Se il sito è vostro, dovrete decidere voi come i clienti devono effettuare il pagamento, mentre se vi appoggiate a siti terzi utilizzerete gli strumenti forniti. Solitamente i metodi di pagamento sono attraverso carta di credito, circuito PayPal e bonifico bancario.

Se vi appoggiate a un sito, come scrivevamo sopra, sarete soggetti a una percentuale sulla vendita e questo vuol dire che l’importo della vendita prima di arrivare sul vostro conto corrente transiterà attraverso il sito. L’unica eccezione è rappresentata da PayPal: i siti, oltre ai metodi di pagamento classici, mettono a disposizione dell’utenza anche il circuito online PayPal, che però ha già delle sue regolamentazioni fiscali in fatto di trattenute e commissioni. Nel momento in cui i soldi di una vostra vendita viaggiano attraverso PayPal, vengono sottoposti ai sui regimi e finiranno direttamente nel vostro conto PayPal senza transitare sul sito del negozio online.

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PayPal e le carte di credito

6. Spedizioni

La merce una volta venduta va spedita, giusto? Le spese di spedizione sono solitamente a carico di chi compra (comprese le eventuali tasse doganali per le spedizioni estere) e le varie modalità di spedizione comportano costi e tempistiche diverse:

Corriere: se vi affidate al corriere potete o scegliere una compagnia di spedizioni di cui vi fidate ed eventualmente iscrivervi a pagamento ai servizi logistici dell’azienda (in modo da conoscere esattamente modalità, tempistiche, costi delle spedizioni e sottoscrivere eventualmente un’assicurazione) oppure affidarvi a siti come iospedisco.it e packlink.it, che vi aiuteranno a ottenere un preventivo di spedizione (cifra che poi potete approssimare e inserire nell’annuncio) e a trovare le offerte giornaliere tra le più affidabili compagnie di spedizioni;
Posta: se dovete spedire pacchi veramente piccoli, potete ancora affidarvi ai servizi postali. Una volta totalizzato un certo numero di ordini prendete la merce e speditela con pacchetti postali;
Consegna di persona: se avete preso accordi con il cliente, potete effettuare la consegna e il pagamento di persona. È un ottimo modo, sopratutto se trattate usato o merce particolarmente delicata, così potrete accertarvi personalmente che il cliente sia soddisfatto (e che non cerchi di fregarvi).

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Scelta e gestione delle consegne è una fattore importante

7. Pubblicità e social

Non dimenticate di sponsorizzare il vostro negozio sui social:

– Aprite una pagina Facebook e invitate le vostre amicizie e conoscenze, chiedendo a loro volta di invitare altri amici… insomma, il buon vecchio passaparola! Inoltre con la pagina Facebook avrete anche la possibilità di ottenere una sponsorizzazione a pagamento sul social;
– Non limitatevi alla pagina Facebook, ma colonizzate altri social, anche in base ai tipi di prodotti venduti: abiti e prodotti di bellezza sono perfetti per Instagram, mentre gli articoli fatti a mano hanno grande risonanza su Pinterest;
– Se il negozio online è parte integrante della vostra attività e di professione siete venditori, aprite anche un profilo Linkedin.

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Un profilo Linkedin può essere molto utile

8. Accertamenti bancari

Prima di aprire il vostro negozio online, potrebbero essere necessari degli accertamenti bancari per verificare che vi sia nessun illecito fiscale sul vostro conto o sulla vostra carta di credito.

Solitamente i dati da fornire sono numero della vostra carta di credito, il vostro IBAN, per i versamenti e il codice BIC o Swift BIC cioè il numero di riconoscimento della filiale bancaria in cui avete il vostro conto: il numero della carta è segnato ovviamente sopra e il vostro IBAN potete reperirlo dall’homebanking. Diverso per il BIC che non sempre viene riportato nella documentazione e che potete più semplicemente recuperare (senza fare lunghe sessioni d’immersione nelle scartoffie della banca) andando sul sito swift.com: basterà digitare il nome della filiale, città e stato e automaticamente il sito risalirà al vostro codice BIC.

Se avete aperto un sito interamente vostro, suggeriamo comunque di chiedere consiglio anche al vostro commercialista nel caso in cui ci fosse bisogno di altri dati (come ad esempio la partita IVA).

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Credits: gpostal.com, wakeupbenghazi.com, itaku.de, collegesonlineau.com, newmobility.com, huffpost.com, successfully-speaking.com, fidelityhouse.eu

di Giordana Moroni