Continua la rivolta delle donne su Instagram: #freethenipple

Ne avevamo già parlato in passato, ma la protesta sembra non spegnersi, anzi, continua a crescere a ben due anni dalla sua nascita.
Se il vostro feed di Instagram sta cominciando a essere un susseguirsi di fotografie di donne in topless con i capezzoli photoshoppati e coperti da capezzoli maschili, non state diventando pazzi, né dei pervertiti. Non è un movimento artistico e nemmeno un errore: si tratta di una protesta o, meglio, di una “protesta virtuale”.

La campagna #freethenipple nasce per contrastare i limiti posti dalle regolamentazioni di social network quali Instagram e Facebook che prevedono la cancellazione delle foto che contengono seni femminili a meno che non ritraggano donne che allattano o i risultati di una mastectomia. Lo stesso non vale per gli uomini che, a detta delle politiche delle piattaforme, possono invece mostrare il loro petto nudo (e non solo) quando gli pare e piace.
Wired Italia ne ha fatto anche una “case study” molto interessante!

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La protesta di Cara Delevingne

Queste regole non sono state accettate da molte donne che hanno postato su Instagram foto in topless che non mostravano però i loro capezzoli, bensì quelli maschili (a quanto pare i social network riconoscono infatti la differenza tra i due).
Come? Con un template creato l’anno scorso dall’artista Micol Hebron e che di recente, proprio a sostegno della protesta, è diventato virale: l’obiettivo dello strumento è proprio quello di commentare sarcasticamente l’inutile, estrema erotizzazione dei capezzoli femminili. Così, basta caricare una propria foto in topless e coprire i capezzoli con quelli maschili in modo da rendere le foto “appropriate” per i social: per questi ultimi non tutti i capezzoli sono uguali e solo alcuni (guarda caso quelli femminili…) sono considerati “nudità”.

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Una utente di Instagram che ha aderito a #freethenipple
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Il template del capezzolo maschile

Ma “Free the Nipple” non si limita a essere una protesta online, anzi, è diventato un vero e proprio movimento (e anche un film!) e durante questi mesi si è guadagnato il sostegno di tante celebrità: da Cara Delevingne a Rihanna, da Miley Cyrus alla modella Chrissy Teigen, moglie del cantante John Legend, coinvolta più di recente in un botta e risposta con Instagram: il dibattito è nato dalla pubblicazione sul suo profilo di uno scatto facente parte di uno shooting per W Magazine che la ritraeva a seno nudo e che è stato prontamente cancellato dagli addetti ai lavori più e più volte. “Il capezzolo è stato messo a tacere per adesso, ma ritornerà, oh sì, ritornerà”, ha twittato la modella dopo l’ennesima censura.

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La copertina del DVD di “Free the Nipple”

E nella protesta rientra anche lo scatto “hot” del marito, pubblicato poco tempo fa, che lo ritraeva di spalle e completamente nudo con una didascalia che diceva tutto: solo una menzione al profilo ufficiale di Instagram.
Quasi un guanto di sfida lanciato dal mondo femminile per contrastare un maschilismo presente anche sul web, un universo che, quasi per definizione, si direbbe “fondato sulla libertà”.

 

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Lo scatto di Matt McGorry
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Miley Cyrus per #freethenipple

Ma non sono solo donne a sostenere la campagna: l’attore americano Matt McGorry (lo riconoscerete per How To Get Away With Murder e Orange Is the New Black) è l’ultimo ad aggiungersi alla lista.
Ha infatti postato una foto su Instagram in cui ha photoshoppato i capezzoli di Miley Cyrus e di Chrissy Teigen al posto dei suoi ponendo a tutti i suoi follower una domanda da un milione di dollari: “Quanto è diventata perversa questa foto senza i miei -asessuati- capezzoli maschili?”

A voi l’ardua sentenza.

di Melania Rusciano