Cosa succede agli animali domestici quando i padroni divorziano?

 

Vi siete mai chiesti che fine facciano gli animali domestici in caso di divorzio dei padroni? Chi li deve tenere? Il Tribunale di Roma con una recente sentenza non ha avuto nessun dubbio: affido condiviso non solo per i figli, ma anche per i nostri pets. La storia è quella di Spot, un cane meticcio di nove anni i cui genitori umani hanno deciso di divorziare: sì, va bene, ma Spot con chi va? Secondo il giudice al cane vanno applicate le medesime regole che si usano in questi casi per i figli: Spot starà sei mesi con la mamma e sei mesi col papà.

In aggiunta il genitore che non avrà Spot con sé in quei sei mesi potrà comunque vederlo e tenerlo con sé per due giorni a settimana, anche di seguito e compresa la notte in mezzo.

Oggi sto con mamma o con papà?
Oggi sto con mamma o con papà?

Il fatto è che la coppia in questione si era divisa durante il Natale 2011 e il marito si era portato via il cane senza più farlo vedere alla moglie. In realtà al momento nel nostro ordinamento legislativo mancano delle leggi che disciplinino la questione, anche se in Parlamento ci sarebbe una proposta di legge che parla proprio di questo affido condiviso anche per gli animali domestici, solo che sta lì ad attendere che qualcuno si decida ad esaminarla e approvarla.

Ma adesso il Tribunale di Roma potrebbe aver dato il buon esempio. Rimane solo una questione da considerare: il cane ha bisogno di punti fermi, di coerenza nella sua vita e nella sua educazione, questo continuo essere sballottato sei mesi di qua e sei mesi di là, due giorni a settimana qui e cinque là non potrebbe nuocere al suo benessere psicofisico? E come la mettiamo con la questione del microchip? Per legge il cane appartiene alla persona a cui è intestato il microchip, nei sei mesi in cui sta con l’altro coniuge ogni volta bisogna compilare il preposto modello di detenzione del cane, quello che indica che il cane appartiene a Mario, ma viene detenuto da Cristina?

di Laura Seri