Cos’è la violenza ostetrica

Quando pensate al vostro parto, lo ricordate come uno dei momenti più belli ed emozionanti della vostra vita o come un incubo? Purtroppo sono moltissime le donne in Italia che hanno avuto un’esperienza negativa, durante il travaglio, prima, e nella fase delicata del parto, dopo. Quando andiamo a partorire in ospedale, vorremmo trovare personale professionale, gentile, che ci faccia sentire protette e sicure in un momento che è difficile da affrontare per ogni donna. Purtroppo, però, i dati parlano di un’altra realtà: sono molti i casi di violenza ostetrica, di donne maltrattate in sala parto da medici, infermieri, ostetriche, che si comportano come nessuno mai dovrebbe fare.

Il fenomeno della violenza ostetrica è purtroppo molto diffuso in Italia: un fenomeno difficile da quantificare, dal momento che sono diverse le donne che preferiscono tacere, non raccontare, anche solo per non dover far riaffiorare nella propria mente momenti tanto difficili come quelli in cui sono state maltrattate, al posto di essere protette e sostenute da chi di dovere.

Elena Skoko dell’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia spiega che la recente campagna #Bastatacere ha visto l’adesione di molte donne e la nascita di questo osservatorio è importante per parlare di un fenomeno sommerso, che però lascia cicatrici profonde nel cuore delle donne che hanno subito maltrattamenti. Tanto che sono numerose le mamme vittime che decidono di non avere più figli, proprio per la pessima esperienza avuta in sala parto.

Secondo i dati della Doxa, rilevati in una ricerca nazionale realizzata insieme alle associazioni La Goccia Magica e CiaoLapo Onlus, il 21 per cento delle mamme italiane con figli tra 0 e 14 anni ha subito maltrattamenti fisici e verbali durante il primo parto. 4 donne su 10 ammettono di aver subito danni lesivi alla propria dignità.

Tra le azioni lesive l’episiotomia, un taglio eseguito per allargare il canale del parto, praticato senza consenso informato nel 54% dei casi. Ci sono neo mamme che non sono state supportate nel modo adeguato dai medici, dagli infermieri, dalle ostetrice e il 6% dice di aver vissuto il parto da sola.

E ancora, umiliazioni verbali, cesarei non necessari, posizioni scomode imposte dal personale medico e non gradite dalle partorienti. Per il 6% di queste donne dopo un’esperienza così negativa non c’è stata più la voglia di affrontare una seconda gravidanza! La violenza ostetrica dovrebbe diventare un reato!

di Redazione