Curarsi con la musica

 

La musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico, in una varietà di condizioni patologiche e para-fisiologiche.
Già numerose civiltà del mondo antico usavano la musica con scopi terapeutici, però è diventata disciplina scientifica solo all’inizio del secolo XVIII.
In Italia i primi esperimenti di musicoterapia furono attuati nel Morotrofio di Aversa a partire dal 1843 da parte di Biagio Gioacchino Miraglia, psichiatra, poeta e patriota italiano.

La musicoterapia è considerata  fonte di benessere e salute per tutto l’organismo sia a livello fisico che mentale e il suo effetto su di noi può essere paragonato a quello che ha l’acqua che ci riporta al grembo materno e ci induce a rivivere tutto ciò che di positivo potevamo percepire in quella particolare situazione.

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I benefici della musicoterapia

Gli approcci alla musicoterapia sono sostanzialmente tre: pedagogico, psicoacustico e psicoterapeutico, che è anche quello considerato “più tradizionale” grazie al quale lo psicoterapeuta aiuta il soggetto a tirare fuori le sue emozioni più nascoste.

L’approccio psicoacustico al contrario trova le sue basi nella convinzione che il cervello reagisce in modo diverso a seconda della tonalità del suono e a secondo della sua velocità.

La musicoterapia con le sue melodie, quindi, oltre che sul cervello e sul sistema nervoso, agisce anche sul battito cardiaco, sulla pressione del sangue e sulla respirazione.

A chi è rivolta la musicoterapia?

I professionisti del settore affermano con convinzione che non ci sono limiti di età né di “problematiche” per partecipare e godere degli effetti benefici della musicoterapia.

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Trovare l’equilibrio interiore con la musica

L’ascolto di melodie e musica, infatti, è considerato utilissimo sia durante il periodo di gestazione, avendo svariati effetti positivi sia sulla futura mamma che sul bambino, che sull’anziano malato di Alzheimer, migliorando le attività funzionali e riducendo i disturbi del comportamento.

In più la musicoterapia è utilizzata spesso in caso di autismo infantile e ritardo mentale.

E’ importante però sottolineare che la musicoterapia può essere fruita anche da persone che non hanno alcun tipo di disturbo grave, ma che più semplicemente vogliono migliorare il loro livello di attenzione nel tempo e la loro capacità di focalizzare l’attenzione, ma anche da persone che hanno esigenza di eseguire più compiti contemporaneamente  o di passare velocemente da un compito all’altro senza troppe difficoltà.
In ultima analisi si può utilizzare la musicoterapia per migliorare problematiche comportamentali ed emotivo-affettive (stati d’ansia, depressivi e disturbi del sonno).

In cosa consiste una seduta di musicoterapia

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La musica per curare diverse patologie

La musicoterapia può essere passiva (il paziente ascolta) o attiva (il paziente produce suoni) o anche una combinazione di entrambe.

Partecipare a una seduta di musicoterapia quindi significa anche ascoltare e rilassarsi, ma non solo.

Spesso si parla di effetto Mozart (non solo facendo riferimento al suo particolare repertorio): è stato dimostrato come, dopo l’ascolto della musica di Mozart, il soggetto dimostri migliori e maggiori abilità spaziali, linguistiche e logico-matematiche.

Fondamentale risulta però imparare ad ascoltare la musica. In una seduta di musicoterapia, infatti, si richiede che la musica venga ascoltata in perfetto silenzio senza rumori e adottando una particolare postura del corpo capace di garantire rilassamento.

In oltre gli occhi devono essere chiusi per poter agevolare l’ascolto del proprio io interiore.

 

di Cristina Saglietti