E’ morto il veterinario che andava a caccia di leoni

Che sia il Karma? E’ morto Luciano Ponzetto. Forse il nome non vi dirà niente, ma era quel veterinario che lo scorso anno aveva suscitato numerose polemiche perché aveva postato le foto di un leone ucciso da lui stesso durante un safari. Così come aveva fatto discutere la questione all’epoca, adesso il web si scatena e si divide sulla sua morte: in molti lo insultano e si rallegrano della sua morte, altri vedono in questo fatto il segno del destino e altri ancora ricordano comunque la sua bravura come veterinario e come professionista.

In effetti la causa della sua morte dà da pensare: è morto cadendo in un burrone proprio mentre dava la caccia a una preda. 55 anni, di Orio Canavese, Ponzetto è scivolato in un dirupo a Piano della Marmotta in Val Soana, a causa della neve.

Luciano Ponzetto era finito sotto i riflettori per la foto di un leone ucciso durante un safari
Luciano Ponzetto era finito sotto i riflettori per la foto di un leone ucciso durante un safari

Proprio a causa della sua passione per la caccia, il canile di Caluso lo aveva allontanato dal direttivo, mentre l’Enpa voleva che fosse radiato dall’albo. All’epoca dei fatti, il veterinario aveva spiegato che la sua attività di veterinario non era incompatibile con la passione per la caccia e molti suoi clienti lo avevano difeso a spada tratta, rammentando le sue doti professionali e umane. Anche adesso lo difendono da chi lo insulta dopo la sua morte, ricordando a tutti che è morto comunque un essere umano.

L’anno scorso, Luciano Ponzetto si era stupito dell’attenzione mediatica data a quella foto scattata cinque anni prima. Durante un’intervista aveva cercato di spiegare che il suo lavoro come veterinario e la sua passione per la caccia non erano inconciliabili e che derivavano dalla cultura contadina nella quale era cresciuto. Aveva poi ricordato a tutti che in Italia non esiste una legge che vieti a un veterinario di andare a caccia.

Qualcuno gli chiedeva poi come facesse a fare i conti con la sua coscienza e ammetteva di provare sempre un po’ di amarezza dopo la caccia, ma questo era comunque il suo istinto. E sottolineava come ci fossero diversi colleghi che andavano a caccia, ma si era rifiutato di fare nomi per non scatenare l’ennesima caccia alle streghe.

Adesso il web è nuovamente diviso: da una parte i clienti e amici che lo conoscevano come persona e che quindi possono giudicare di prima mano l’uomo e il professionista e dall’altra parte il mondo perennemente indignato del web che si schiera dalla parte della vita, ma che si rallegra della morte di un essere umano. Coerenza portami via.

Foto: Pinterest

di Laura Seri