Il blackout delle donne. Ricominciamo da noi

Un bimbo, una madre, una macchina parcheggiata al sole… una tragedia. Ancora e ancora e ancora… una strage silenziosa di innocenti che ci fa piangere, che ci squarcia il cuore. Dobbiamo parlarne, abbiamo il dovere morale di farlo. L’ultima piccola vittima è un bambino di diciotto mesi che non c’è più.

Possiamo solo immaginare il dolore che c’è dentro il cuore di quella mamma… anzi, non possiamo. Come credete che si senta? Ha la morte nel cuore, non si riprenderà mai.

Ma la cosa che mi fa più paura e che avrei potuto essere io quella madre… avresti potuto essere tu, che leggi adesso o la tua amica… Dirai forse che non è possibile, che questa cosa a te non potrebbe mai capitare. Guardati dentro. Non ti è mai successo di uscire di casa convinta di aver spento il gas o il riscaldamento al bagno? O di aver tolto il ferro da stiro dalla presa di corrente? O la piastra per i capelli? Davvero non ti è mai successo di pensare di aver fatto una cosa che poi non  hai realmente fatto?

Azioni quotidiane, fatte in fretta e in furia, cercando di fare tutto nel minor tempo possibile? Sempre di corsa, sempre impegnate, con il pensiero altrove. Alzi la mano chi non ha mai fatto la lista della spesa mentalmente mentre lavava i piatti, chi non ha mai ordinato la pizza al telefono mentre passava la scopa o chi non ha mai ascoltato la poesia detta dal figlio mentre cucinava la cena?

Noi donne cerchiamo di far diventare le 48 ore di una giornata 64, facendo due cose nello stesso tempo, come dei veri giocolieri in bilico su un filo sottilissimo, appeso a un’altezza spaventosa. Non vi è mai successo di avere dei vuoti di memoria? Di non ricordarvi quello che avete fatto ieri a pranzo? Non avete mai confuso gli spaghetti di ieri con i ravioli di lunedì?

Ecco un video che descrive perfettamente la giornata di una donna moderna

Siete davvero sicure che a voi queste cose non possano succedere? Ci lamentiamo che gli altri pretendono troppo da noi quando siamo noi a pretendere l’impossibile da noi stesse. Ci concediamo una breve pausa per la maternità, per paura di perdere il treno e rimanere indietro, ammassiamo sentimenti, lavoro, famiglia in un unico recipiente… Siamo dei pozzi senza fondo. “Ma sì, dai, ce la faccio!” ci diciamo e continuiamo ad aggiungere impegni sopra altri impegni, caricarci come i muli.

Dobbiamo smetterla di voler essere perfette. Dobbiamo concederci una pausa. Dobbiamo perdonarci quando sbagliamo. Bisogna accettare di fallire. Dobbiamo ripetercelo spesso: non posso piacere a tutti, non posso fare tutto, non posso essere perfetta.

Si parlava di un congegno da mettere nella nostra macchina in grado di avvisarci se dovessimo scordarci nostro figlio in macchina. Sì, potrebbe essere una buona idea ma vera soluzione è un’altra: il RESET… dobbiamo riportarci alle impostazioni di fabbrica, come si fa con i cellulari. E dobbiamo insegnare ai nostri figli che è impossibile riuscire a fare tutto.

Non permettete agli altri di dirvi che non siete abbastanza o che non siete né le prima né l’ultima donna a crescere un figlio… mettete STOP prima che il blackout vi raggiunga, prima che sia troppo tardi. Una maternità può spezzare gli equilibri, può sconvolgere, può cambiarci dentro. Quell’immagine che vedevate nelle pubblicità, quella della madre perfetta che prepara delle torte squisite, della donna in carriera che salta con destrezza dalla famiglia al lavoro è finta. Le vere donne non sono così. Non potete essere cuoche, lavoratrici, mamme, amiche, sorelle, mogli, educatrici, psicologhe, infermieri e, nello stesso tempo avere un fisico perfetto, capelli sempre in ordine e i vestiti sempre alla moda.

Lo dovete a voi stesse ma anche ai vostri figli. Imparare a dire basta non è facile ma se lo farete la vostra vita cambierà in meglio, subirà una svolta. Chiedete aiuto… pretendetelo, sperando che nessun’altra madre debba perdere un figlio in questo modo!