Il braccio robotico si muove con il pensiero

 

Erik Sorto racconta con entusiasmo l’intervento al quale è stato sottoposto: lui è il primo uomo al quale è stato impiantata una neuro-protesi in una regione del cervello adibita alle intenzioni: l’uomo, tetraplegico, grazie al braccio robotico può comandare l’arto artificiale solo con la forza del pensiero. Una tecnica innovativa messa a punto. nei laboratori della scuola di medicina Keck, alla University of South California.

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Il braccio robotico di Erik Sorto

E’ incredibile. Attendevo questo momento da tredici anni: bere una birra senza chiedere una mano a nessuno“.

Queste le parole di Erik, che poi aggiunge:

Chiudo gli occhi, vedete, e immagino il braccio artificiale. Poi penso esattamente a cosa vorrei fargli fare“.

E il braccio robotico si aziona facendo quello che lui gli ha ordinato di fare. Ma come funziona? Ce lo spiega il neurologo Richard Anderson:

Ci serviamo di un algoritmo che decodifica il gesto che intende fare il soggetto. E utilizziamo questo segnale decodificato per controllare il braccio robotico“.

Mentre il collega Charles Liu aggiunge:

Grazie a questa tecnica possiamo creare un’interfaccia tra il cervello e la macchina. E questa soluzione apre tutta una serie di nuove opportunità“.

di Redazione