Il Parlamento europeo riconosce le famiglie gay

 

È un punto importante quello raggiunto: il Parlamento Europeo riconosce l’esistenza di «famiglie gay».
Lo fa con un testo non vincolante in cui affronta il problema dell’uguaglianza di genere nell’Unione.
Il referendum che ha approvato la modifica della costituzione affinché venissero equiparate le famiglie tradizionali a quelle omosessuali ha lanciato un segnale che dimostra come la politica possa risolvere tematiche quali le convivenze, i diritti gay, le adozioni ed i divorzi.

A seguito dell’approvazione popolare irlandese (cattolicissima!) sulle nozze gay c’è dunque da aspettarsi che tali fenomeni si manifestino presto anche in altri paesi europei.

Tutto è partito con la legalizzazione del matrimonio omosessuale in Spagna (2005), a cui sono seguite le aperture in tal senso di tanti altri stati europei fino ad arrivare alla (ex) cattolicissima Francia, il cui governo ha approvato le unioni omosessuali nel 2013, nonostante massicce proteste popolari. Infine l’Irlanda.
Dobbiamo, dunque, attendere che analoghi fenomeni si manifestino anche nel resto del continente, perfino in Italia.

Per il momento l’Italia è ancora lontana da risultati soddisfacenti e su twitter il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, ha cinguettato: “Italia esca dal Jurassic Park e riconosca diritti”.

Speriamo al più presto…

di Eliana Avolio