Irena Sendler, la donna che salvava i bambini ebrei

La storia di questa donna la conoscono in pochi anche se chi le deve la vita non potrà mai dimenticarla. Si tratta di una delle donne più coraggiose e altruiste che hanno permesso a tanti bambini di salvarsi da una morte atroce. Il suo nome è Irena Sendler ed è una donna nata più di 100 anni fa (il 15 febbraio del 1910) a Varsavia, in Polonia.

Quando era una bambina i suoi genitori le hanno insegnato che bisogna sempre aiutare chi è in difficoltà, in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione. Da grande Irena è diventata un’infermiera. Aveva saputo di quello che succedeva agli ebrei che venivano deportati nei campi di concentramento e non è riuscita a rimanere indifferente alle loro sofferenze.

I nazisti avevano radunato gli ebrei nei vari ghetto in attesa della deportazione e lei ha trovato un modo per salvare i bambini. Per sottrargli al loro destino, li faceva uscire di nascosto dal ghetto e li faceva adottare o li spediva negli orfanotrofi. Li separava dai loro genitori per permettere loro di vivere. Per trasportarli, spesso, usava le ambulanze.

Ma, visto che i controlli erano aumentati, la donna ha pensato a uno stratagemma. Metteva questi bambini nelle bare o nei sacchi della spazzatura. Per tenerli fermi e immobili a volte era costretta a drogarli, usando le sostanze in dotazione negli ospedali dove lavorava. Ma lo faceva per il loro bene.

11/04/2007 Warszawa. Zakon Bonifratów ul. Sapie˝yƒska 3. Przyznanie Janinie Sendlerowej Orderu UÊmiechu. Nz. Po tradyyjnym wypiciu soku z cytryny.
Fot. Robert Gardziƒski/Fotorzepa

Irena ha salvato così più di 2.500 bambini. Alla fine i nazisti l’hanno scoperta. La donna è stata orribilmente torturata e imprigionata. L’hanno condannata a morte ma le persone che la conoscevano e le volevano bene sono riuscite a farla scappare corrompendo le guardie. Per quello che ha fatto per i bambini ebrei Irene ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2007. Si è spenta, un anno dopo, all’età di 98 anni.

Ecco la storia di Irene raccontata in un video