L’arte del risparmio con il Kakebo

Se avete più di un bancomat, normalmente in rosso, forse è il caso che vi fermiate a leggere questo post. Dal lontano Oriente abbiamo importato la seta, il sushi, la skin care e adesso anche il Kakebo: un libricino per imparare a fare i conti. Con cosa? Con le spese e l’economia di casa!

Eppure, noi occidentali, sembriamo aver decisamente gradito questo quaderno. Che i giapponesi fossero organizzati lo sapevamo, che addirittura s’insegnasse a gestirne uno ai bambini un po’ meno, ebbene sì: non soltanto esistono diverse edizioni, ma divise persino per fasce d’età.

Questo quadernino che nell’edizione italiana ha un simpatico salvadanaio, a forma di maialino, stampato in copertina come logo ha “metodo giapponese per imparare a risparmiare” . La cosa che vi stupirà è che l’inventore è, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, una donna, Motoko Hani, direttrice nel 1904 di una rivista femminile.

In realtà il Kakebo non è niente di nuovo, una sorta di diario dove registrare tutte le entrate e le uscite, concepito come una sorta di foglio Excel, ma, sarà che abbiamo bisogno di risparmiare, sarà che stiamo perdendo il senso della contabilità con l’abuso di carte di credito, il Kakebo sembra proprio piacere ed essere stra venduto. Piace così tanto da subire ogni anno continui aggiornamenti e sono interessanti i nuovi termini che vengono introdotti, comprese le spese definite necessarie che si evolvono insieme alla società. Alla voce “sopravvivenza”, infatti, troviamo anche le spese inerenti i nostri amici animali.

Suddividere le voci in sopravvivenza, optional, extra (spese impreviste), cultura (cui i giapponesi tengono moltissimo, non a caso non rientra tra gli extra) è utile per i bilanci finali, per individuare dove si cela la perdita economica.

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Io spenderei tantissimo alla voce make up!

A colpirci del Kakebo non è solo il linguaggio verbale, ma anche le immagini, profondamente metaforiche: non a caso a rappresentare il risparmio è simboleggiato un grasso maialino, simbolo dell’abbondanza, mentre le spese hanno per mascotte un lupo famelico.

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Anche nella favola del risparmio il lupo è quello cattivo!

Ed è proprio questa la vera innovazione del Kakebo: non nasce come un futile quaderno dove annotare la propria contabilità, con intenti punitivi, volti al cambiamento dei costumi e all’autoflagellamento, piuttosto registra in maniera brillante e intelligente le proprie scelte fatte in modo consapevole, registrando anche i cambiamenti di consumo.

Conoscere il Kakebo significa per grandi linee conoscere l’evoluzione della società sviluppando conoscenza di se, dei propri consumi. Non è un mero oggetto, dove appuntare le spese in entrata e in uscita, ma piuttosto uno strumento di autoconoscenza per imparare a risparmiare e gestire le finanze.

Non solo di grafici è composto ma anche da consigli per tenere bene a mente quello che è l’obiettivo cioè evitare gli impulsi di shopping compulsivo e riuscire a mettere qualcosa da parte. E se da un lato il gioioso maialino c’indica le entrate, dall’altra il lupo famelico, giornalmente, le uscite fisse (bollette, benzina, canone, abbonamenti etc) alla fine la famigerata sottrazione: entrate fisse meno uscite fisse, ciò che resta ciò su cui potrete fare affidamento durante il mese.

Pianificare le spese mensili servirà a liberare le energie mentali evitando lo stress da cattiva gestione finanziaria.

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Con il risparmio ottenuto si potranno anche pianificare dei viaggi

Perché preferire un quaderno nell’era del digitale? Pare che sfogliare le pagine, dove sono annotate le nostre abitudini, sia una sorta di forte condizionamento psicologico che ci mette di fronte alle nostre debolezze. Perché? Basta la sola azione di trascrivere le spese in schemi ordinati per generare consapevolezza e assicurare un risparmio!

Avreste mai pensato che un quaderno contabile potesse tutto questo? I nostri amici orientali non smetteranno di stupirci!

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di marilu.briguglio