L’arte di farsi invitare a cena

 

A volte viene definito scroccone, a volte disperato, altre volte ti viene quasi da ridere ad ammirare le tecniche che utilizza per non riuscire a pagare, insomma malattia o furbizia le tecniche per farsi invitare a cena per uno scroccone sono una vera forma d’arte.
Per alcuni lo scrocco è un gesto di sussistenza: me lo ricordo bene il periodo universitario in cui dovevi stare attenta ai fuori sede che cercavano di strappare una birra a chi non pagava l’affitto come loro…
Per altri è un’azione inconscia, quella che ti fa sparire accendini, penne, che li tortura con bancomat rotti, borse troppo profonde per trovare il portafoglio prima degli altri e strade troppo lunghe per arrivare alla cassa.
Oggi poi, nell’era 2.0, lo scroccone per i giornali è l’individuo che va a formare una massa indistinta di persone che vivono ampiamente al di sopra delle loro necessità, ma che campano di scrocco imbucandosi a ogni inaugurazione, aperitivo dimostrativo, lezioni di cucina, dimostrazioni, esposizioni d’arte, ovunque pur di rimediare una tartina, mettere in mostra l’ultimo vestito comprato e selfarsi per farsi vedere dal mondo intero nel mezzo della sua sfavillante vita.

Anche molti individui definiti “influencer” sembrano essere finiti in questa definizione di scroccone, individui che vivono a “sbafo” sopravvivendo di gadget in regalo e inviti a inaugurazioni ed eventi in cambio di visibilità social. Ci sono addirittura pagine Facebook che avvisano di negozi o eventi in cui cogliere l’occasione.

Insomma lo scrocco evolve nell’epoca moderna e un po’ come tutto si va muovendo verso nuove direzioni, ma rimane un’arte raffinata che spesso non ti fa capire che sei una preda finché dopo aver pagato, non ti rendi conto di essere caduto di nuovo nella rete e ti senti un bell’anello al naso.

I meccanismi più oliati dello scroccone

Maledetto sia il bancomat

l'ARTE DELLO SCROCCARE
Il bancomat non funziona

Tra le scuse più usate dalle scroccone sicuramente abbiamo i tanti e fantastici miti dei bancomat, spesso rotti, altre volte introvabili, comunque è sempre colpa loro se i nostri poveri amici tirchi o disperati non hanno una lira in tasca e cosa vuoi fare? Lasciarli morire di sete mentre ti guardano estasiata bere il tuo bel cocktail? Naturalmente non aspettarti di dover pagare una birra, ma sempre il cocktail più costoso della  lista.

E il contante dove è

L’amico scroccone, anche se squattrinato, gira solo con carta o pezzi grossi. Ebbene sì, non si sa perché dovrebbe avere un conto in banca, ma ce l’ha e nel locale in cui siete immancabilmente non lo accettano!!

Ecco allora che ti si avvicina chiedendo di anticipargli una bevuta, perché non può pagare! Naturalmente in questo set di scrocco ci inseriamo anche il fatto che lui ha sempre pezzi da 50€ (quando ha soldi) e immancabilmente il bar non può cambiare!

Giro lungo mentre si fruga nel pozzo

l'ARTE DELLO SCROCCARE
Borse in stile Mary Poppins

Quante volte li ho ammirati alzarsi dal tavolo e con calma e tranquillità fare il giro più lungo intorno ai tavoli di un ristorante, un po’ come se per arrivare in Asia, invece di passare per il canale di Suez si decidesse di circumnavigare l’intero continente.

Se poi il giro è troppo lungo si sfrutta, naturalmente, la borsa: quel pozzo senza fondo che dovrebbe contenere un portafoglio, ma che non si sa perché ogni volta lo fa sparire, almeno fino all’attimo in cui qualcun’altro paga, a quel punto il portafoglio ricompare, insieme a una faccia stupita e sconvolta che ti dice “Ma hai già pagato? Non dovevi! Vabbé la prossima pago io!”

Vaglielo a spiegare che i soldi potrebbe tranquillamente ridarteli immediatamente se volesse, ma mentre lo pensi il portafoglio è stato già rigettato nel pozzo.

Lo scroccatore di passaggio

l'ARTE DELLO SCROCCARE
Passaggio cercasi!

Di questa tipologia sono sempre stata la vittima preferita, lo ammetto. Insomma quella con la macchina a disposizione sempre!

Tolte le amiche più intime che ripagavano il passaggio offrendo cene o consumazioni al bar, per molti altri il passaggio in auto era un automatico prezzo che dovevi pagare per il fatto che ti “donassero” la loro amicizia.

Li prendi, li riporti e chissà perché nella loro mente non passa lontanamente che te squattrinata paghi la benzina! Ah poi non sperare di poterli lasciare sulla strada principale per arrivare a piedi a casa. NO! Il servizio deve essere sempre porta a porta, specie se parliamo di donne: mica vorrai mandarle in giro di notte da sole? Da donna comunque le posso insultare, dato che la sottoscritta poi andava in macchina da sola nel paese vicino e parcheggiava ben lontana da casa facendosi il tragitto a piedi.

 

di Agnese.C