Le cartoline di viaggio, pezzi da collezione

Rimaste negli armadi sono ormai pezzi di storia e di modernariato, passione dei collezionisti

 

Sembra così lontano il tempo in cui passavamo una giornata intera della nostra vacanza a scrivere le cartoline da mandare ai nostri amici e parenti.
Ci scervellamo tanto per poi mettere nero su bianco le solite immancabili frasi, tra le quali capolista assoluta sicuramente la mitica “Tanti saluti da chi si diverte”.

cartoline: da comunicazione a modernariato

Cartoline anche da posti poco turistici…. ci arrivavano da qualsiasi località

Finivamo sempre per arrivare prima noi a casa che le cartoline stesse, ma il senso per molti era semplicemente far vedere che si era stati da qualche parte ai poveri sfigati che invece non erano andati in vacanza.

Oggi la cartolina viene scritta da un solo turista su 20 o 5 su 100 se preferite: il fatto è che sono comunque pochissime le persone che prediligono la versione cartacea del saluto dalla vacanza. Eppure un pò pei pezzetti di cartoncino li rimpiango, con le loro belle immagini avanti, il loro francobollo e le poche parole scritte in bruttissima grafia dietro.

La mia scatola di scarpe piena di vecchie cartoline è ancora lì, pensieri spediti da amiche, alcune sempre dallo stesso posto ogni anno, altre da sconosciutissime località di mare, altre ancora scritte proprio da me che le amavo così tanto da spedirmele da sola.

cartoline: da comunicazione a modernariato

Ed ecco le amiche che ti facevano notare di essere in vacanza…

Oggi la cartolina è stata sostituita da ben più moderni saluti in genere multimediali o meglio ancora social. Al posto della bella immagine con francobollo, ci postiamo in ogni posa vacanziera e il “Tanti saluti da chi si diverte” è stato soppiantato da un bel selfie ai piedi con sfondo di sabbia o mare. Il senso sembra essere sempre lo stesso: “Belli io sto al mare, e voi schiattate”, con quel bisogno nascosto che abbiamo di far sapere a tutti come ci godiamo la vita, ma in fondo, pensandoci bene, le differenze sono tante.

Storia delle cartoline di viaggio

Le prime cartoline non furono di certo pensate per il circuito turistico. Da un lato infatti avevano lo spazio per l’indirizzo e il francobollo, dall’altro invece quello per un messaggio che non doveva superare le 20 parole, insomma proprio per questo la cartolina può essere considerata un’antesignana dei moderni metodi di comunicazione social, come può essere un Twitter o un semplice messaggio via sms.

cartoline: da comunicazione a modernariato

Cartoline: da comunicazione a modernariato

Il fatto di non dover viaggiare in busta sigillata ne segnò il successo e il cambiamento totale nel servizio postale così in pochi anni si arrivò all’affermazione delle cartoline illustrate, disegnate, colorate.

Si deve aspettare il 1891 per veder comparire le fotografie sulle facce frontali delle cartoline e questo grazie al francese Dominique Piazza.

L’epoca d’oro della cartolina

Fino ai primi del ‘900 le cartoline ebbero un grande e crescente successo. Nel 1899 Venezia ospitò anche un’esposizione dedicata proprio alle cartoline.

A cavallo del ‘900 le cartoline ebbero un influsso incredibile nelle comunicazioni, se non paragonabile al moderno internet poco ci manca, pensieri sintetici viaggiavano velocemente per comunicare stati d’animo o auguri o pensieri tra persone lontane.

Nonostante le Poste Italiane non riescano a quantificare realmente il numero di cartoline spedite negli anni, non potendole distinguere dal resto della corrispondenza, la cartolina ha un suo spazio fino agli anni ’90 del ‘900. Da questo momento in poi si ha un vero e proprio declino della cartolina in favore di strumenti più moderni quali mail ed sms.

Il declino della cartolina di viaggio

La cartolina è diventata a questo punto un vero pezzo di modernariato relegata ad antiche usanze comunicative.

Eppure noi figli della fine degli anni ’70, inizi anni ’80, ce la ricordiamo bene. Noi che siamo più tecnologici dei quarantenni, ma non siamo ancora della generazione digitale, siamo un ibrido che la cartolina l’ha usata, spedita, rispedita e collezionata. E ora facciamo finta che non esista.

cartoline: da comunicazione a modernariato

L’eccesso va di moda… ma piaceva e divertiva

Nell’epoca di Facebook e del sintetico Twitter non c’è spazio per immagini a volte decisamente kitsch, ma comunque rappresentative di un’epoca, a volte uniche testimoni di ciò che erano monumenti, piazze o spiagge. La colonnina delle cartoline langue in un piccolo angolo della stanzetta del tabaccaio, si impolvera e cerca attenzioni, ma di certo non si rinnova più.

Eppure una differenza fondamentale c’è: pensate bene alle vostre immagini su Facebook, quanto spazio hanno nella vita di ognuno, quanto tempo vengono impresse nella mente di chi le guarda.

Il vostro viaggio ormai è solo un insieme di Pixel che ha lo spazio di pochi secondi su una pagina Facebook. Non era così la cartolina. Le immagini delle mie vacanze, di quelle delle mie amiche, dei posti visitati e amati sono ancora lì nella mia scatola di scarpe come tatuaggi indelebili ed esperienze da non dimenticare.

Nell’epoca del viaggio di massa anche i ricordi sembrano volatili, ma forse sarebbe il caso di recuperare un po’ di quell’immortalità delle nostre esperienze per il mondo per non dimenticare i luoghi visti o le cose che si abbiamo potuto apprendere nel nostro peregrinare

La cartolina passione dei collezionisti

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Le passioni dei collezionisti. Credits: vintagestoreschio.tictail.com

Per fortuna c’è chi ancora dà importanza a questi strumenti di comunicazione così vicini eppure tanto lontani. Chi lo avrebbe mai detto infatti che le cartoline in così poco tempo sarebbero diventate oggetti da collezione. In Italia ci sono circa 20.000 collezionisti e inutile dire che le cartoline più ricercate sono datate inizi ‘900 realizzate da illustratori francesi oppure quelle dedicate alla propaganda politica del periodo della Repubblica sociale Italiana