Le categorie più odiate in rete: le donne

 

Avreste mai pensato che l’odio delle persone, nonostante il difficile periodo storico e i tragici eventi, potesse riversarsi più sulle donne che sugli islamici?
Inizialmente sono rimasta sconvolta alla rivelazione, ma ragionandoci la cosa non mi ha stupito.
Quello di cui parlo è l’odio “social” quello che viene fuori sui commenti e i post dei social network da parte di “bulli digitali” poco controllati e che spacciano l’ignoranza per libertà di espressione.
Uno studio della Vox ha messo in evidenza proprio questo: le donne sono le prime in classifica seguite a ruota dai gay e poi dai migranti.

La Mappa dell’Intolleranza Vox

intolleranza sui social: donne di mira
Intolleranza sui social

Cerchiamo di spiegare meglio da dove vengono fuori queste informazioni. A giugno è stata presentata la seconda elaborazione della Mappa dell’Intolleranza dalle Vox, l’osservatorio italiano sui diritti.

Secondo la Vox la Mappa dell’intolleranza dovrebbe riuscire a dare una collocazione geografica ai più forti gruppi di intolleranza italiani analizzando quella che è la piazza di Twitter, il social considerato più adatto a espressioni di questo genere.

Mappando i tweet italiani sulla base di parole considerate “sensibili”, si andranno a evidenziare quelli che sono i nuclei dell’intolleranza italiani.

Lo studio si basa sull’assunto di una forte correlazione tra frequente uso di termini razzisti ed esplosione di casi di violenza e in questo scenario tutti i social network sembrano rappresentare una vera piazza di risonanza per queste espressioni violente.

Donne catalizzatori dell’odio sui social

intolleranza sui social: donne di mira
Donne prese di mira sui social

Nel secondo anno di elaborazione della Mappa per l’Intolleranza le donne sono apparse come i soggetti più martellati dall’intolleranza scritta dei social seguite poi da un’altra categoria come quella dei gay e al terzo posto gli immigrati e il contemporaneo problema di gestione dei profughi.

Mettendo insieme le espressioni in oggetto si sono elaborate delle zone di intolleranza tra le quali a malincuore devo far notare la presenza ai vertici di Roma alla quale fa compagnia Milano.

Come si dice nella presentazione dello studio “Quando entra in gioco la sessualità l’odio può diventare proiezione dei propri desideri e commenti che vogliono sembrare divertenti divertono solo chi li scrive”.

Tutti paladini della morale sui social

intolleranza sui social: donne di mira
Gli haters

Purtroppo molti condividono per disprezzo o per stupidità certi contenuti oltraggiosi e questo dà forza agli intolleranti che per questo trovano una forte cassa di risonanza sui social network.

Proprio per questo si eleggono a mattatori del web o paladini della giustizia e della morale. L’uomo civile sembra diventare il neo barbaro dell’epoca moderna gettato nella massa incottraddistinta dei social network dove prende voce un io spersonalizzato, un doppione digitale.

Come combattere gli haters?

Vi sembrerà paradossale, ma l’unico modo per combatterli è l’indifferenza.

Condividere i loro messaggi o rispondere a espressioni di odio solo con l’idea di insultarlo e “non fargliela passare liscia” dà solo visibilità all’Haters (questo è il nome per questi catalizzatori di odio social) e ai suoi insulsi post.

Questo naturalmente vale anche per altri uomini: condividere la frase trita e ritrita “quando torni a casa picchia tua moglie; tu non sai perché lo stai facendo, ma lei sì” non è per nulla divertente, ma scatena solo un modo di ragionare malsano che vede la donna come un oggetto da poter trattare come si vuole.

Per quanto riguarda Facebook cosa molto più saggia è segnalare i contenuti: Facebook infatti da un po’ ha previsto strumenti per affrontare queste situazioni. Facebook può cancellare il commento incriminato o addirittura cancellare l’account.

Insomma non cadete nelle provocazioni e ricordate che le parole sono espressione delle idee e anticamera delle azioni.

di Agnese.C