Le proprietà delle erbe spontanee

 

Le cosiddette erbacce non sono sempre state considerate delle piante sgradite, anzi, nel corso del tempo alcune piante sono state molto apprezzate, per diverse caratteristiche: alcune erano addirittura usate nei giardini reali insieme a rose e altre specie nobili, poi per vari motivi sono letteralmente passate di moda, soppiantate da altre piante più eleganti o nuove e le abbiamo relegate nel ruolo di indesiderate.
La storia delle erbacce è molto interessante perché ci fa scoprire usi e proprietà antichi, oggi poco conosciuti, ma che andrebbero senz’altro riscoperti. Inoltre, come sostiene il famoso botanico inglese Richard Mabey, nel suo bel libro “Elogio delle erbacce”, queste piante tenaci, pioniere, colonizzatrici degli spazi poco accessibili, hanno molto in comune con l’uomo: un comune spirito di adattamento e un fortissimo istinto di sopravvivenza.

Le erbacce e le loro storie, spesso avvincenti, dovrebbero farci riflettere sulla superficiale abitudine dell’uomo di attribuire elogi e ammirazione alle cose finché queste semplicemente non passano di moda, dimenticandoci presto del loro valore e della loro utilità.

Cerchiamo allora di riscoprire insieme alcune di queste belle piante, un po’ bistrattate, ma che saprebbero darci ancora molto, se sapessimo guardarle con occhi più bendisposti.

Il Tarassaco. La pianta dei desideri

Chi da bambino non ha mai giocato con un “soffione”, esprimendo un desiderio e poi soffiando forte per far disperdere nel vento i soffici semini alati, per far sì che si realizzasse? I soffioni contengono i semi del tarassaco, anche conosciuto come dente di leone, o anche piscialletto. Questi nomi dialettali spesso la dicono lunga sulle proprietà delle piante, perché nascono dalla saggezza popolare, che le utilizzava correntemente in cucina o erboristeria.

È infatti noto per le sue capacità diuretiche, ma non solo: le foglie e le radici contengono vitamine, flavonoidi e acido linoleico e sono utilizzate in erboristeria come depurativo, antinfiammatorio e purificante. Avendo ottime capacità drenanti, è un buon alleato contro la ritenzione idrica e la cellulite.  Anticamente, in Mesopotamia, lo si utilizzava in cucina per una tipica insalata, accompagnato da crescione e acetosa.

tarassaco
Taraxacum officinale

La Salicaria. Un pioniere del Far West

La Salicaria è un bellissimo fiore che cresce sulle sponde dei fiumi e negli ambienti molto umidi. Può arrivare fino a un metro di altezza, svettando nell’erba alta con le sue infiorescenze color magenta, delicate e appariscenti allo stesso tempo. Gli antichi romani le attribuivano capacità calmanti e rasserenatrici: Plinio consigliava di spargerla sul giogo dei buoi irritabili per renderli più mansueti.

Quando attraverso i carichi nelle stive delle navi approdò in America, si sparse rapidamente sul territorio, dirigendosi a Ovest come tutti i pionieri allora in cerca di nuove terre da colonizzare, spingendo le piante native sull’orlo dell’estinzione!

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Lythrum salicaria

La Bardana. Un posto nell’arte

È una pianta alta e rigogliosa, dai fiori violacei simili al cardo. È diffusa ai margini dei boschi, lungo le strade, nei terreni incolti, come la maggior parte delle erbe spontanee. Ha sorprendentemente un’antica tradizione pittorica: è stata ritratta in molti quadri da famosi paesaggisti e vedutisti del Sei-Settecento, per dare un tocco di realismo in più alle loro opere.

Per la sua bellezza selvatica, nell’Ottocento ha trovato posto addirittura nei cosiddetti giardini naturali insieme ad altre piante decisamente più nobili.

Oggi è usata in erboristeria per la cura delle dermatosi, ma anche come lassativo e antireumatico.

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Arctium lappa

La Malva. Un rimedio per tutto

Questa pianta spontanea, che tutti noi abbiamo visto tante volte nei prati incolti crescere anche fino a più di un metro, con le sue grandi foglie verde scuro e i delicati fiori dall’inconfondibile colore, ha una storia antica. Era molto conosciuta e utilizzata fin dal Medioevo, tanto da essere considerata la cura per tutti i mali. In effetti la malva ha molte proprietà e a oggi è tra le erbe più utilizzate nella medicina naturale. La si usa come lenitivo, emolliente, antinfiammatorio e idratante.

Malva
Malva sylvestris

La Borragine. La pianta venuta dall’Oriente

Le sue origini sono orientali: era conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà sudorifere, che pare abbiano dato origine al nome. Cresce spontaneamente in campagna, insieme ad altre erbe, tra le quali fa svettare i suoi delicati fiorellini azzurro cielo. Ha grandi foglie lanceolate, che vengono ampiamente utilizzate in cucina per gustose insalate e ottimi risotti. Non va però consumata in grandi quantità perché può essere tossica, ma la cottura elimina facilmente le tossine.

Volete provare un buon risotto di borragine?

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Borago officinalis

 

di Maddalena Franzosi