Meditazione al cioccolato: imparare a vivere il “qui e ora”

 

8 settimane, 56 giorni: il tempo per ritrovare la felicità (o forse sarebbe più realistico dire “il tempo per imparare a prendere consapevolezza di noi e di quello che sentiamo per averne il controllo”).
Questo il titolo del libro di Mark Williams e Danny Penman, “Il Metodo Mindfulness, 56 giorni alla felicità” (Mondadori).
Il metodo Mindfulness è in effetti la pratica della consapevolezza e si basa su piccole azioni quotidiane e brevissime meditazioni giornaliere (una sorta di esercizio mentale) che riescono ad arrestare alcune abitudini di pensiero e di comportamento che ci impediscono di vivere serenamente.

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La meditazione nel quotidiano

La pratica della Mindfulness, ormai ampiamente accettata dalla medicina ufficiale dati i suoi risultati positivi più che evidenti e soddisfacenti, viene proposta come metodo per guarire le ferite e le sofferenze che appesantiscono il nostro quotidiano e che sono causa di stress, generate non solo da malattie, ma anche e purtroppo dal vivere quotidiano con tutti quei disagi che spesso sopportiamo sul lavoro o che derivano dalle varie pressioni sociali e quant’altro.

Alla base di questo metodo c’è la consapevolezza di quanto sia difficile porre un freno ai pensieri auto-aggressivi: “sentirsi un po’ giù ogni tanto è normale, ma a volte la tristezza può finire per innescare una cascata di ricordi spiacevoli, emozioni negative e giudizi severi”.

Se è troppo complesso dominare questo meccanismo a cascata, per lo meno è possibile lavorare e controllare tutte le emozioni distruttive che si dipanano dopo.

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La costante ricerca di un equilibrio interiore

Bisogna comprendere che ciò che ci fa male non è l’umore nero in se, ma la nostra reazione a quelle sensazioni.

Con la meditazione e la pratica del metodo Mindfulness si impara a riconoscere i ricordi e i pensieri dannosi nel momento in cui insorgono, ci si abitua a osservarli quando emergono, a lasciarli lì per un po’ e poi semplicemente a guardarli svanire, perché questo è quello che accade normalmente.

Gli esercizi per ottenere questo obiettivo sono differenti, alla base di tutti c’è imparare a impadronirsi e diventare consapevoli del nostro presente senza vivere sempre nel passato o proiettati al futuro.

Ci si può esercitare proprio con piccolissimi gesti come quello di gustare del cioccolato.

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Imparare a gustare il “qui e ora”

La tecnica della meditazione al cioccolato

1) Scegli della cioccolata, meglio se di un tipo che non hai mai assaggiato prima: può essere amara, dolce o alle nocciole… è indifferente. La cosa fondamentale è che non sia un sapore a cui si è già abituati. Cominciamo con lo scartare il pacchetto usando i nostri sensi: le dita sul cartone, poi sulla carta stagnola più morbida o la plastica.

2) Proviamo a percepire l’odore del contenuto, non appena aperta la confezione. Quale messaggio arriva alle narici? Sprofondiamo nella sensazione dell’aroma e osserviamo il colore, la forma, le sfumature del cioccolato tra le nostre mani. Ascoltiamo il suono della tavoletta mentre ne rompiamo un pezzo e lo mettiamo in bocca. Quanta forza abbiamo calibrato tra le dita?

3) Tratteniamo il cioccolato per qualche istante sulla lingua senza masticarlo, percepiamone il gusto, la consistenza e il nostro respiro mentre assaporiamo questa spezia pregiata. Bisogna riuscire a farlo sciogliere in bocca senza mai morderlo.

Nella cioccolata sono comprese oltre 300 sfumature di sapore, quante ne percepiamo in questo presentissimo atto di lussuria gustativa?

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Ascoltare e dominare le nostre sensazioni

4) Cerchiamo di notare se la mente tende ad abbandonare la situazione presente o è totalmente assorta dal lento sciogliersi della miscela di cacao sulla lingua. Quali pensieri raggiungono la nostra mente? Quali azioni il resto del corpo? Mentre assaporiamo questa delizia, come si sentono e in quale posizione sono i nostri piedi, le mani, il busto e le gambe? Se la mente ci abbandona seguendo altri pensieri, riportiamola gentilmente al presente.

5) Quando la cioccolata si è sciolta completamente, deglutiamo deliberatamente e ripetiamo l’intero procedimento se serve. Come ci sentiamo alla fine di questo rituale dei sensi? Notiamo una differenza nel modo di assaporare la cioccolata e nelle reazioni fisiche e psicologiche?

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Mindfulness e la meditazione al cioccolato

Questa del cioccolato è una delle tecniche di meditazione più semplici e adatte ai principianti, a chi non ha mai fatto prima esercizi di questo tipo.

Si ricorda però che le evidenze scientifiche che riguardano il miglioramento di casi molto seri di depressione, una più veloce guarigione dei pazienti da molte malattie e la diminuzione di farmaci e antidolorifici assunti, hanno convinto istituzioni pubbliche e private ad adottare il metodo della meditazione Mindfulness in tutto il mondo.

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Imparare a vivere il presente senza riportarci al passato o proiettarci nel futuro

 

Fonti: pinterest; huffingtonpost.com

di Cristina Saglietti