New York: niente più pellicce nei locali

 

New York è da sempre una città in cui tutto è possibile. Questa è la ricorrente affermazione di chi ci è stato.
Si potrebbe quasi paragonare a una persona dalla forte personalità: capitale della moda mondiale, delle tendenze, delle rivoluzioni sociali, del giornalismo d’assalto, dei musical… insomma New York è un vortice da cui tutto esce e tutto viene inghiottito!
Per molte di noi costituisce il centro nevralgico dello shopping e ne abbiamo visti di film o serie televisive in cui questa città era la vera protagonista.

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La campagna anti pelliccia nei locali.

Basta con le pellicce

La Grande Mela non si smentisce mai e proprio ultimamente è stata teatro di una coraggiosa iniziativa: i ristoranti più in dell’Upper East Side, Lower East Side e East Village hanno vietato l’ingresso a chiunque indossi una pelliccia. Si mormora, anzi, che questo divieto sia stato applicato anche sui capi e gli accessori in pelle.

Iniziativa temeraria, se si pensa alle controversie legali che la faccenda comporta!

Carrie Bradshaw e le sue celeberrime amiche, frequentatrici DOC dei locali e party della Grande Mela, avrebbero avuto adesso non poche difficoltà a entrare con i loro cappotti di pelliccia nei locali glam della città che erano solite frequentare e scoprire in ogni episodio della mitica serie “Sex and the city”.

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Le protagoniste di “Sex and the city” in pelliccia.

Le regole di Barounis

Johnny Barounis è proprietario dei locali a New York che hanno intrapreso questa nuova strada contro le pellicce. Fa parte inoltre della Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), forse per questo motivo si è fatto portavoce di un messaggio così forte, che ha raccolto nel frattempo vari consensi.

Quindi, se andate in uno dei suoi ristoranti e doveste indossare una pelliccia, il personale vi chiederà di lasciarla fuori. Solo in quel caso, potrete entrare.

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Interno di uno dei locali di Barounis.

Ma come tutti i ricchi magnati, anche Barounis ha delle forti contraddizioni. I suoi locali sono arredati con pelle, in quanto lo stesso ritiene che quella pelle arrivi da animali destinati all’alimentazione e non uccisi prettamente per la vanità dell’essere umano. Nei suoi locali vengono serviti piatti a base di carne, ma non foie gras e vitello, perché sarebbe crudele. Beh, regole etiche un po’ comode!

E pensare che in un’altra famosissima serie tv ambientata a New York, “Friends”, una pelliccia aveva messo in crisi i sani principi vegetariani e animalisti di Phoebe!

La Campagna Flip Off Fur

Parallelamente all’iniziativa del signor Barounis, nelle strade e piazze più importanti della città si vedono sempre più cartelloni che ritraggono una volpe che alza in dito medio in segno di protesta. È la campagna che sta dilagando non solo tra i ricchi contro l’uccisione abominevole dei poveri animali da pelliccia. Flip Off Fur coinvolge gruppi animalisti e vegani che attaccano chiunque indossi un cappotto che prima era un animale.

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Cartelloni in giro per la città.

Nel loro mirino ci sono soprattutto le celebrities e poi in giro per la città, ma anche attraverso la rete, dilagano una serie di messaggi finalizzati a sensibilizzare e contribuire a distruggere questo mercato, per alcuni versi crudele e truculento, di pelli di animali. La campagna virale di Twitter.

Ah cara Carrie! La ‘City’ è davvero cambiata.

di Michela Guida