Perché il 17 novembre è il giorno del gatto nero?

 

Il 17 novembre è la giornata del gatto nero. Questa ricorrenza è nata per sfatare un mito che vede questi poveri felini dal manto scuro portatori di grandi sfortune. Non crediate che sia una credenza da Medioevo… Ancora oggi molte persone inorridiscono se vedono un povero gatto nero attraversargli la strada, imputandogli tutte le sfortune che da quel momento si verificano nella loro vita. I gatti neri non portano sfortuna e questa giornata vuole proprio sfatare queste convinzioni prive di fondamento.

Poveri micini!
Poveri micini!

Nel Medioevo si pensava che i gatti neri fossero i migliori amici delle streghe: in quel periodo la caccia alle presunte fattucchiere era comune e anche ai poveri gatti neri che, a causa del manto scuro e del fatto che sono animali notturni, venivano considerati come emissari del Diavolo. E così al rogo finivano le streghe e e anche i gatti neri: il 24 giugno, nella festa di San Giovanni, erano molti i micini bruciati vivi in piazza.

Più recentemente, invece, si è diffusa la credenza che se un gatto nero ci attraversa la strada, saremo sfortunati per tutta la giornata. Questa credenza risale all’epoca degli antichi romani, quando le strade erano buie e se un gatto attraversava la strada a un cavallo, questo poteva imbizzarrirsi facendo cadere chi montava sulla sua schiena o rovesciando il carico che portava nel suo carretto. Inoltre in epoche passate i gatti neri erano soliti vivere sulle navi dei pirati per cacciare i topi: quando giungevano sulla terra ferma significava che i bucanieri erano arrivati… Ma i gatti non c’entravano nulla!

Il gatto nero non porta sfortuna, ce lo vogliamo mettere in testa?

di Redazione