Perché quando nevica mettono il sale sulle strade?

D’inverno quando nevica vi sarà capitato di vedere i mezzi spargisale in azione, sacchi di sale accatastati lungo le autostrade e cittadini normali che spargono sale sul vialetto del garage e sul marciapiede davanti casa. Il sale serve infatti per far sciogliere la neve ed impedire che si trasformi in ghiaccio. Una delle proprietà più interessanti del sale, infatti, è quella di far abbassare il punto di congelamento dell’acqua. Quando il sale viene a contatto con l’acqua, le sue molecole si suddividono in ioni che si mescolano alle molecole dell’acqua.

Sale preventivo in strada
Sale preventivo in strada

Quando si arriva a zero gradi o meno, l’acqua, per sua stessa natura, cerca di riconfigurare la sua struttura per formare dei cristalli di ghiaccio, solo che si trova in mezzo gli ioni del sale e quindi i cristalli di ghiaccio non riescono a formarsi.

Questo è quello che si intende dire quando si afferma che aggiungendo sale all’acqua scende il suo punto di congelamento. Ma cosa succede quando buttiamo il sale sul ghiaccio in strada?

La superficie del ghiaccio è sempre cosparsa di un piccolo strato di acqua. In realtà è un sistema dinamico: tante sono le molecole d’acqua che sfuggono al ghiaccio e ritornano allo stato liquido, tante sono quelle che vengono intrappolate di nuovo nel ghiaccio e tornano solide. Una volta che aggiungiamo sale, rompiamo questo delicato equilibrio ed aumenta la quota di ghiaccio che si scioglie rispetto alla quota di ghiaccio che si forma.

In realtà sono due i tipi di sale che vediamo spargere per strada. Il classico cloruro di sodio, quello da cucina, si mette prima che si depositino neve e ghiaccio, per evitare che si fermino. Il cloruro di calcio, invece, più potente da questo punto di vista, va messo sulla neve e ghiaccio già formati per cercare di scioglierli prima. Evitate di usarlo quando non c’è neve o ghiaccio perché crea una superficie scivolosa su cui rischiate di cadere.

Foto: By Z22Own work, CC BY-SA 3.0, LinkFlickr

di Laura Seri