Portare una castagna matta in tasca previene il raffreddore?

 

Ci sono miti popolari che si tramandano di generazione in generazione. Uno di questi riguarda le castagne matte, il frutto dell’ippocastano, non del castagno: l’albero è usato a scopo ornamentale nei giardini e produce delle castagne che non sono adatte al consumo umano. Tuttavia la saggezza popolare ci insegna che se teniamo in tasca una castagna matta, non ci viene il raffreddore. Ma da dove nasce questa leggenda metropolitana? Il fatto è che queste castagne non possono essere mangiate perché sono tossiche.

Una pianta di ippocastano
Una pianta di ippocastano

Però in passato venivano triturate e inserite nei pastoni per i cavalli. All’epoca qualcuno notò come questo fatto proteggesse i cavalli dal raffreddore ed ecco che venne presa l’abitudine di tenere le castagne in tasca.

A questo punto la spiegazione differisce: c’è chi sostiene che si tenevano le castagne in tasca pronte per essere date ai cavalli ai primi segni di raffreddore e che poi l’abitudine si sia estesa anche all’umana. Chi dice che le castagne venivano tenute in tasca pronte ad essere masticate dalle persone ai primi starnuti, ma mi sembra strano visto che non sono edibili.

Quello che è vero è che le castagne sono ricche di escina, sostanza ad azione antinfiammatoria, drenante e che aumenta la pressione venosa. E in effetti gli estratti dell’ippocastano vengono utilizzati in fitoterapia per le vene varicose, le emorroidi e la cellulite.

Anche voi tenete una castagna matta in tasca per sicurezza?

Foto: Wikimedia

di Laura Seri