Rescue center per vivere a contatto con i cuccioli australiani

Avete sempre sognato di giocare con un canguro, accarezzare la zampetta di un wallaby e stringere amicizia con un wombato? A tutti gli amanti degli animali, attenzione: questo è un post ad altissimo contenuto coccoloso!
La mia avventura con i cuccioli è cominciata sei anni fa in Australia, allo zoo di Perth, dove ho incontrato i miei primi animali nativi australiani e me ne sono perdutamente innamorata. A colpirmi furono soprattutto i wallaby e i wombati, teneri davvero all’inverosimile; decisi che un giorno li avrei tenuti in braccio anche io.
L’occasione si è finalmente presentata quest’anno, quando ho deciso di trascorrere un mese come volontaria in un rescue center in Tasmania.

La mia esperienza di caretaker si è svolta all’interno di un programma di volontariato internazionale, il WWOOF, che sta per “World Wide Opportunities in Organic Farms”. Conoscevo già quest’organizzazione, attiva in tutto il mondo, dato che avevo già collaborato con loro in passato: in cambio di un certo numero di ore di impegno alla settimana (da concordare direttamente con la struttura ospitante) si ricevono vitto e alloggio per un determinato periodo di tempo, anch’esso da concordare.

Non serve il visto di lavoro e non ci sono limiti di età: si compra la tessera del WWOOF – che dà diritto all’iscrizione con assicurazione in caso di incidenti – e si riceve in cambio un libro di indirizzi e nominativi di strutture. Ho trovato così l’East Coast Natureworld, dove ho deciso di trascorrere un mese a prendermi cura dei cuccioli per me più belli del mondo.

Angel, il cucciolo di wombato più dolce del mondo!
Angel, il cucciolo di wombato più dolce del mondo!

Molti dei cuccioli dei rescue center australiani e tasmani sono marsupiali. Essendo animali notturni e avendo la tendenza a uscire di notte, rimangono spesso abbagliati dai fari delle auto o dei camion che guidano a velocità elevata, senza fare attenzione alla fauna che li circonda.

Quando una mamma canguro – o altro marsupiale – rimane vittima di un incidente, è importante controllare la sua tasca per mettere in salvo l’eventuale cucciolo rimasto intrappolato all’interno. I cuccioli salvati grazie all’attenzione di chiunque presti soccorso ai marsupiali feriti vengono portati nei rescue center, dove troveranno veterinari e volontari pronti a prendersene cura.

Coccole ai canguri
Coccole ai canguri

Prendersi cura degli animali è un duro lavoro: ci si sveglia all’alba per pulire i loro recinti, assicurarsi che abbiano sempre da bere e da mangiare, controllare che abbiano paglia in abbondanza e che non manchi loro nulla. Prendere in braccio i cuccioli per dar loro il biberon è solo una delle componenti del lavoro e sicuramente è la più piacevole.

Controllare il loro stato di salute e tener d’occhio i piccoli non è compito del volontario: per questo ci sono zoologi e veterinari, che sotto l’occhio attento dei supervisor coordinano il lavoro dei volontari.

Uno dei coloratissimi pappagalli al Natureworld
Uno dei coloratissimi pappagalli al Natureworld

All’inizio i cuccioli sono molto spaventati e infreddoliti; abituati alla tasca della mamma sono quasi ciechi, confusi e non ancora svezzati. Quello che si fa in questi casi nella sua semplicità ha dell’incredibile: si tengono i cuccioli al riparo in una tasca di pile, anche quando si dà loro il biberon! E questa è stata senza dubbio la parte più indimenticabile della mia esperienza, preparare al mattino il biberon per i baby wombati.

Come si tiene in braccio un wombato!
Come si tiene in braccio un wombato!

I wombati sono animali incredibili, somigliano pallottole di pelo grassocce e irresistibili. Vivono nelle praterie e sono vegetariani, con un musetto a metà tra l’orsetto e il koala (che in Tasmania non sono presenti) di cui in effetti sono i diretti discendenti.
La tentazione di prenderli in braccio è davvero fortissima, ma attenzione: hanno denti affilati, gli stessi che usano per sgranocchiare broccoli e carote di cui sono tanto ghiotti. Come ogni roditore che si rispetti amano mordicchiare e per prenderli in braccio bisogna tenerli un po’ come fossero bambolotti, nell’incavo delle braccia, con la testa rivolta verso l’alto.

Anche i pademelons sono animali che si incontrano solo in Tasmania: parenti stretti di canguri e wallabies, docili e morbidissimi, sono davvero una nuvoletta di pelo saltellante. A loro davo il biberon ogni mattina, alle prime ore del giorno.

I baby pademelon
I baby pademelon

I diavoletti della Tasmania, che sono bellissimi, sono invece dei gran carnivori: non stanno mai fermi e amano spaventare un po’ tutti con i loro versi buffissimi, a metà tra un ringhio e un soffio. Loro non si possono assolutamente prendere in braccio!
Non costituiscono un pericolo per l’uomo, dato che sono timidissimi e spaventati della nostra mole.

Negli anni passati i diavoli hanno rischiato l’estinzione: sono infatti tra i marsupiali notturni più attivi sulle strade, in cerca di carcasse e di nuovi territori. Sono stati anche oggetto di una malattia genetica – una sorta di tumore facciale – che li ha davvero decimati. Per fortuna, grazie a programmi attenti e capillari di ripopolamento, la popolazione dei diavoletti sta nuovamente cominciando a crescere e oggi sono più arzilli e mordaci che mai.

Scary, il diavoletto della Tasmania
Scary, il diavoletto della Tasmania

I canguri, che al Natureworld scorrazzano liberi, sono invece docilissimi. Adorabili, curiosi e incredibilmente pigri, passano la giornata a sonnecchiare all’ombra, accoccolati sotto le fronde degli alberi: sono animali notturni e cominciano a saltellare soltanto dopo il tramonto.

Nelle mie ore libere ho passato il tempo ad accarezzarli, scoprendo che adorano i grattini sul collo, l’unica parte che non riescono a raggiungere con le loro zampe anteriori, che sono proprio corte.
Se sono morbidi? Molto, moltissimo.

Facendo mille grattini al cucciolone di canguro
Facendo mille grattini al cucciolone di canguro

Tra pappagalli dalle creste multicolore, anatre dal becco color evidenziatore e timidi opossum dal manto dorato ho trascorso quasi un mese nella natura tra creature speciali, che con tanta semplicità mi hanno insegnato moltissimo: la pazienza, il rispetto per i delicati equilibri della natura, la complessità di un ecosistema.

Un pellicano a spasso per il rescue park
Un pellicano a spasso per il rescue park

Ho vissuto davvero con poco: qualche vestito di ricambio, scarpe comode e pochissimi fronzoli. In compenso avevo sempre con me i guanti da lavoro, tanta crema solare e un enorme cappello di paglia per proteggermi dal sole! Consiglio davvero a tutti un’esperienza come volontari: sono infinite le occasioni per fare la differenza, mentre impariamo qualcosa che rimarrà per sempre con noi. Love the cucciolotti forever! 🙂

 

 

 

di Elisa Chisana Hoshi