16 domande che vorrei fare ad un adolescente.

(sottofondo musicale: Blur – Girls And Boys)

Ok. Ho un serio problema con la mia età. Comincio a capire e a constatare che non sto più “crescendo” ma che forse sto invecchiando. Questo non perché abbia dolori ossei o capelli bianchi o ricordi limpidi di vent’anni fa. Oddio possiedo tutte queste qualità, ma non mi riferisco a questo. Parlo di confronto.

Ho sette fratelli e fin qui la cosa è facile e conosciuta; la particolarità di questa mia situazione è la seguente: stiamo a tavola, di solito una tavola formata da una quindicina di persone tra cui padre, madre, sottoscritta più figlia, fratello più computer, sorella più cane, fratello più fidanzata, fratello più altra fidanzata, sorella più cellulare, fratello più pallone da calcio, sorella più libro. Queste sono le mie domeniche.

Il pranzo diventa il centro culturale del mio mondo, conosco segreti dei miei genitori fra il primo e il secondo, ascolto rumori che gli altri commensali chiamano parole, intervengo su argomenti sui quali spesso e volentieri avrei preferito tacere.
E penso, boh.
– Come è possibile che basti una sola generazione per non capirci più nulla.
– Come è possibile che anche facendo ancora le cinque del mattino come loro, io e i suddetti loro (nonché fratelli) siamo lontani anni luce.
– Come si fa a scavallare così tanto in così poco tempo.

È perché ho una figlia? Perché sono vecchia dentro? Oddio, la canotta dentro le mutande io a gennaio me la mettevo già a diciannove anni, però cacchio, come mi sono ridotta….

Per questo sono giorni che mi chiedo cosa chiedere se avessi un adolescente tipo, fascia di età dai 14 ai 20 anni. Sono strani loro oppure esagerata io? Cosa combinerò quando Margherita avrà questa età. Se ci fosse qualche musetto invecchiato solo di un decennio e mezzo che mi illumini sarebbe fantastico.
Poche e semplici domande, la cui risposta potrebbe influenzare per sempre la mia genitorialità. Se tante volte risultassi saccente ditemelo! Se dovessi esagerare, ditemelo!
Ma soprattutto, se le mie domande fossero richieste d’aiuto di una obiettivamente dentro la propria anticipata autoanzianità, DI-TE-ME-LO.

 

Perché vi vestite leggeri d’inverno e pesanti d’estate.

Allora l’equazione fantasmini d’inverno e anfibi d’estate io non l’ho capita. Non avete freddo con quelle specie di zattere nere coi buchi sul malleolo? A voi la sudorazione vi si ferma da giugno a settembre? E poi, la pelliccia con sotto le maniche corte, come si fa? Vi chinate e vi si vede l’anima: ok. Oscenità e volgarità a parte, ma la mattina dopo riuscite a muovere la schiena? Esiste una crema antitemperatura in farmacia? In erboristeria? Su Amazon?

Perché usate sempre la parola “greve”?

Notoriamente la parola in questione ha riferimenti riguardo una più o meno pesantezza letterale o metaforica di una certa cosa o persona. Allora perché la usate per dire “questo gelato è proprio greve”? In che senso?
“la situazione è greve”, cioè volgare? Le persone sono volgari? La musica è fuori contesto?
“oh mazza come sei greve”, chevordì.

Perché volete essere tutti vegani però poi non sapete manco farvi una carbonara?

Capisco l’esigenza si essere compatti con il contesto sociale in cui si vive e menomale che sia viva in voi tutta questa attenzione alla alimentazione, al biologico, al nonvogliouccidereanimali. Ma lo sapete che il tagliere salumi e formaggi che prendete con l’aperitivo è uguale alla bistecca, che se hai un piumino è probabile che il suo interno ci sia un cadavere (come li chiamate voi)? No, così, per essere proprio precisi.

Perché vi fate i sefie ma proprio in bagno?

 

Siete belli. Porca miseria, io avrei pagato per avere il vostro stesso stile alla vostra età. Avevo l’apparecchio, un taglio discutibilissimo e portavo gli abiti di mio nonno (questo in realtà lo faccio ancora oggi, ma molto meglio. Giuro.) Ma allora perché quello sfondo. Perché il bagno. Si vedono tazze, asciugamani e il mobiletto dei medicinali di vostro padre, ma un qualcosa di più decente o più carino? Una libreria, ma anche una tenda. No?!

Perché invece di essere tristi siete stressati?

È un’età di merda. Lo so, non sto qui a sindacare nulla, assolutamente, ma stressati no, vi prego. Piangete, chiudetevi in camera, amate tramite il vostro diario, ma non mi venite a dire che nella vostra vita esiste lo stress. NO. perché poi a trent’anni guardate che è peggio ma millecinquecento volte di più. Cioè vi arriva un conguaglio e me svenite sull’uscio del condominio. Cacchio, mi sa che neanche sapete cosa voglia dire conguaglio. Dio mio, siate tristi, molto se vi va, ma solo questo, ci pensarà Equitalia a uccidere il vostro karma.

Per le ragazze: perché a 16 anni volete dimostrarne 40?

Tacchi. Cappello falda larga. Stretto necessario di centimetri ad abito. Sigaretta. Trucco calato ma fatto a posta. Smalto. Dodicimila braccialetti. Big Bag fossilizzata a metà del braccio. Ma davvero state comode?

Per i ragazzi: perché siete convinti che con due fari blu sotto la vostra macchinetta il rimorchio sia certo?

Prima arriva il rumore di un motore di cilindrata 50,(chetelodicoafà) poi la musica, poi le luci che circondano sta scatoletta che avete sotto le chiappe, poi i vetri sono scuri. E poi, tesori miei, uscite voi che avete barbetta incolta e brufoli. Non credo sia il miglior biglietto da visita sistemarsi la macchinetta come se fosse una porche.

Perché bruciate le tappe?

Non vi dico che non dobbiate provare tutto, anzi; credo ci siano dei “piani” da rispettare. Se fate sesso in un bagno di una discoteca, poi quando arriva il vero manzo non è un peccato non aver aspettato? Se vi ammazzate di alcool nel tinelo di vostro cugino, quando arriva il primo viaggione a Miconos non è un peccato non aver aspettato? Avrete dieci anni di/da sballo. Non è meglio iniziare da una leggendaria limonata o con uno strepitoso shot possibilmente bevuto e non infilato dentro gli occhi?! Oddio, ma sbaglio?!

L’Italia. Dunque, si scappa o si rimane?

Ma vi piace il nostro paese, che volete fare? No? ma allora cambiamolo rimanendoci, votando, leggendo. Non solo facendo foto di tramonti e arcobaleni filtrati su Instagram.. Cioè quando occupate e non sapete perchè va benissimo, io i primi due anni lo facevo solo perchè mi piaceva uno. Forse però a un certo punto una cosa tipo Informarsi sarebbe, non dico indispensabile, ma carino. E si rimorchia pure di più.

Perché vi mandate 200 messaggi quando con una telefonata di 0.70 secondi potreste risolvere tutto?

-Oh allora per stasera?

-Guarda, credo solito posto alle nove.

-Vai tu a prendere Silvia?

-Si certo, a dopo. Bella.

-Bella.

Cioè, il telefono può essere usato anche per questo. Come fate a mandare tutti quei messaggi e a vivere? Altra piccola sottodomanda: ma perché scrivete una parola e inviate. Cioè io sto lì non mi distraggo se ci mettete più di un minuto.

Perché se non avete la tv satellitare, sembra che viviate la crisi del ’23.

Se i vostri genitori in quel momento non possono permettersi il pacchetto televisivo serietv+calciopurequellocinese+programmiminchiadavedereallequattrodinotte+filmoneamarcord+simpsonh24, ora, non credo sia un problema. Ti scarichi anche Mozart,entri nel sito della N.A.S.A., credo tu possa dare frutto a tutta la tua intelligenza e al tuo acume da perfetto hacker anche in ambiti più televisi…

Perché ora Nerd fa fico?

Io ero giovane e i Nerd era sfigati da scappare. Io sono un po’ più grande e i Nerd sono i nuovi manzi da acchiappare che ti compri gli occhiali con montatura gigante nera finti e se il tuo uomo ti scarica mezz’ora prima dell’appuntamento perché deve giocare a Halo 3703928 è un fico vero.
C’è qualcosa che non ho capito, credo due o tre passaggi, credo fondamentali.

Perché non avete più un poster in camera?

Guardate che baciare il proprio idolo bidimensionale in scala 1 a 300 che ti guarda in camera vostra e rimane sempre zitto anche quando tu ti ci sfoghi o fai le prove per quando dovrai baciare gli uomini veri, non è male. Tutto questo sulla bacheca di facebook mica lo puoi fare.

Perché arrivate sempre in ritardo?

Io questo manco a 10 anni mi succedeva. Datemi qualche dritta, forse vivo meglio e sti cazzi per quei dieci minuti di cafonaggine estrema. E non me mettete in mezzo gli autobus che ora ve le tirano dietro le app per arrivare ad un cacchio di appuntamento in orario. Niente. qui ho ottantaquattro anni.

iPhone, iPad, iPod, iTach, iEoracontuttiquantichecifate.

Sul serio. Che ci fate. Ma poi ve li portate tutti insieme dietro? Il carica batteria è sempre lo stesso?

Youtube, facebook, instagram, twitter, pinterest, google+, ammettetelo, avete una segretaria.

Ah ho capito. Tutti quelli di cui sopra vi servono per globalizzare la vostra socialità in qualsiasi pertugio telematico. Ok ci sto. Ma la questione è la contemporaneità. Come cazzo fate a essere splenditi a un parti su fb, a essere politicamente corretti su twitter, a essere filtrosi su instagram, grafici su pinterest, radical chic su google+.
Io a malapena riesco a stare al telefono e girare il sugo.

Io ho paura. Io sono vecchia. Dentro.

di Elisa Giani