5 cose che si possono fare in spiaggia anche col pancione

(sottofondo musicale: “Every Weekday” Camera Obscura)

Ieri mi sono fatta il mio primo weekend al mare. Ero bianca e orrenda e a tratti mi sentivo un latticino con le occhiaie, sola e sfigata. Ero talmente tanto desiderosa di mare che l’aria di Sabaudia mi ha avvolta e mi ha fatto addormentare a mezzanotte, quando fuori avevo amici che scherzavano, urlavano e si divertivano a più non posso.

Avevo bisogno di acqua e aria.

Il giorno dopo, a quanto pare l’unico raggio di sole in tutta l’Italia era proprio sopra la nostra casa; la meraviglia di scendere in spiaggia, giocare a pallavolo, racchettoni, farsi bagni infiniti, respirare il sole è stato a dir poco meraviglioso; lì per l’ennesima volta mi sono resa conto di come magicamente la mia maternità si sia messa da parte per qualche ora, per dar spazio al mio essere semplicemente me stessa. Non mi mancava Margherita, sapevo che di lì a poco l’avrei rincontrata e baciata e abbracciata. Non mi sentivo in colpa; in quel momento volevo solo essere Elisa che sta al mare con i suoi amici. Punto. E ci sono riuscita.

amici marini
amici marini

Questo mio bipolarismo mi porta quasi ad avere “superpoteri”; in spiaggia era pieno di mamme, e io le guardavo con una birra in mano alle tre del pomeriggio, e loro guardavano me, e sono sicura che mai avrebbero pensato che io fossi una mamma come loro… È stata una dinamica strana, ma in questi casi riesco a vederci dall’esterno, a capire come noi donne, nel ruolo di mamme, riusciamo spesso ad essere veramente pesanti.

Per esempio c’era una futura mamma con la pancia, credo fosse al sesto mese, oppure al nono, ma che ne so io ora. Comunque la cosa strana è che sembrava più terrorizzata che serena; non la capivo. Poi la mia Maternità ha fatto un po’ capolino e mi ha spiegato che è normale, che hai un senso di protezione nei confronti di quell’esserino che hai dentro la pancia, che sul tuo viso non hai il terrore, ma assoluta concentrazione sul proteggere tuo figlio. Così mi sono messa a dialogare con la mia Maternità e il mio Essere-semplicemente-me, e sono usciti cinque punti che potrebbero tranquillizzare le altre mamme, perché fatti da una mamma che in quel momento non è mamma perché non ha la figlia con sé e che quindi ha il giusto distacco per dire “ragazze, tranquille, siete lo stesso bravissime”.

Mi sa che sono un po’ presuntuosa. Forse è la salsedine nel cervello.

amici hawaiani
amici hawaiani


– Punto primo:

anche con la pancia potete mettervi il costume a due pezzi.

Allora, ma dove sta scritto che se abbiamo la pancia dobbiamo vestirci di una licra oscena con colori osceni che il resto del mondo chiama “costume intero”? Eh no, ragazze! Siamo al culmine della nostra bellezza, non esiste che io mi vado a coprire proprio quando la mia ciccia è giustificata dal più alto dei nostri doveri. Aspettare un figlio non vuol dire coprirsi, poi è normale che se non stavate aspettando altro che staccare il cartellino al costume firmato “premaman”, allora lì alzo le mani; parlo di tutte quelle mamy che vorrebbero, ma non se la sentono perché dai, “magari non si fa.” No. si deve fare, per cui acchiappate il bikini e indossatelo con tutto l’orgoglio del mondo.

– Punto secondo:

anche con la pancia potete stare al mare tutto il giorno e prendere il sole.

Si sa che ormai il sole fa schifo anche per persone che non hanno figli dentro la pancia; per cui io dico sì al sole (che comunque regala gratis vitamina D a go go), ma con i giusti accorgimenti, tipo ombrellone, crema e lettino. Ma vuoi mettere guardare il mare con l’abbiocco e vostro figlio che vi da calcetti da dentro?! Esperienza da provare ora! Poi sarà il vostro bel maritino a spalmare crema e portarvi anguria ogni ora, relax e zero paura.

– Punto terzo:

anche con la pancia ci si può tuffare in acqua e divertirsi sulla sabbia.

Vedo sempre donne incinte che al mare vanno quasi al rallentatore. Ora, ho aspettato Margherita quando era estate e ho seguito un corso di acquaticità per tutta la gravidanza; un tuffo di testa non fa male a nessuno, e farsi una nuotata in acqua per mezz’ora non fa altro che giovare al bambino; poi, una volta fatto un mega bagno e un tuffo a bomba, riuscite anche a giocare a racchettoni, quello è il massimo. Occhio a nuotare a rana; è una figata ma quello può essere rischioso, come quando si fa sesso non protetto durante l’ovulazione. Rischiate di regalarvi un marmocchio nel momento sbagliato.

fette al mare
fette al mare

– Punto quarto:

anche con la pancia ci si può concedere una mezza birretta al tramonto.

Avete presente quando al mare si vivono quei giorni perfetti? Il caldo vi ha riempito, il sole vi ha cullato, il mare vi ha rinfrescato. Sono le sei, la gente comincia ad andare via, il sole cala piano piano e il baretto alle vostre spalle comincia a mettere Bob Marley. I ragazzini con le famiglie non ci sono più e appaiono come per magia una serie di giovani surfisti che dici “occhi, questo e per voi!”; in un momento così perfetto, perché non potreste concedervi una piccola, insignificante, fresca e leggera birretta! Perché no? Si può, poco ma si può; e non lo dico solo per il semplice gusto di farlo, ma paradossalmente lo dico anche per il bene di vostro figlio. Se, infatti, la madre riuscisse a provare un forte senso di pienezza emotiva, il suo sistema endocrino produrrebbe ormoni come l’endorfina, ormoni che vanno a creare un senso di benessere anche sul piccolino.
Dunque, non è alcolismo.

È biologia, ragazze mie.

– Punto quinto:

Anche con la pancia si deve fare la ceretta all’inguine.

Il fatto che Madre Natura vi abbia regalato la maternità non vuol dire che la vostra femminilità debba sparire all’improvviso.

Il fatto che voi abbiate un bambino dentro la pancia non vuol dire che il vostro interno coscia debba essere definito “l’anticamera della foresta amazzonica”. Vi giuro su quanto ho di più caro, cioè mia figlia, che ad uno strappo di cera il vostro corpo reagirà come sempre, il bimbo dentro di voi non se ne accorgerà nemmeno e tutto andrà alla grande. Non partorirete prima, non verranno strappati peli e bambini insieme. Siate serene. E soprattutto toglietevi i peli, che anche con la panza non sarà solo vostro marito che vi guarderà.

Dunque regalatevi questa ultima vacanza senza figli senza troppe paranoie, perché come mi disse una saggia regista teatrale “quando nasce poi so’ ca**i”.

Love a tutte.

di Elisa Giani