Dating online: da C’è posta per te al caso Ashley Madison

“Accendo il mio computer, aspetto con impazienza che si colleghi, vado online e trattengo il respiro finché non sento quelle paroline magiche, “C’è posta per te”.” (Kathleen Kelly, C’è posta per te)

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Meg Ryan in C’è posta per te

Il romanticismo online del film C’è posta per te ha segnato una generazione di internauti che per primi sperimentavano le relazioni umane attraverso la rete e con potenziali partner dall’altra parte dello schermo. Era il 1998 e Kathleen (Meg Ryan) e Joe (Tom Hanks) si conoscevano e innamoravano attraverso uno scambio di mail, ancor prima di incontrarsi nella vita reale, oltre lo schermo e la tastiera. Da allora, quante storie di amore sono nate e finite online? Come è cambiato il nostro approccio alle nuove relazioni attraverso la rete?

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Tom Hanks in C’è posta per te

Tinder, Meetic, Happn

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Tinder

Sono alcune tra i siti e app di dating più famosi e diffusi al mondo. Tinder è al momento il più affollato della rete, nato negli Usa si sta diffondendo anche in Italia ed Europa. Una scheda profilo con molte foto, ridotte info personali e un funzionamento basato sulla geo-localizzazione: Tinder suggerisce i profili in base all’area geografica di provenienza, l’età e gli interessi personali in comune. Si può mettere un “mi piace” anonimo cliccando sull’icona a cuore e se l’utente farà altrettanto sarà possibile chattare.

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Meetic

Meetic è tra i più conosciuti in Italia ed è stato il primo sito di dating online a lanciare la app per smartphone. Ha due tipi di account, uno base gratuito con cui caricare foto e creare il proprio profilo, guardare quello degli altri e interagire con chat e un account premium con servizi extra come chat privata con audio video e webcam.

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Happn

Happn è la app nata con l’intento di affidarsi in toto alla geolocalizzazione per farvi trovare l’anima gemella, se è destino di incontrarvi è destino. Una volta caricato il profilo partendo dal vostro account Facebook potrete vedere i profili degli utenti solo quando questi saranno vicino a voi (nello stesso bar, in metropolitana ecc…) in quel caso potrete decidere se chattare o meno con loro.

Meno romanticismo, più sesso

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Coppia di amanti

“A little less conversation a little more action please” recita una canzone del re Elvis che potremmo tradurre con “meno chiacchiere e più azione”, calzante quando si pensa a come la relazione online sia cambiata dallo scambio di mail o alle conversazioni in chat per arrivare alle app di dating.

È finito l’amore o la tecnologia ha migliorato e perfezionato il prodotto? Di certo la comunicazione nei siti e app di dating sembra ridotta al minimo, si parte da una scheda introduttiva con foto (molte foto) e breve descrizione per mettere in mostra chi si è e cosa si cerca nel partner. Meno corteggiamento, azzerata la parte introduttiva, si parte con le carte scoperte sul tavolo e da lì si gioca, carta che si tiene e si accetta di incontrare il partner o si scarta e si passa alla scheda successiva.

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Coppia di innamorati

La vita è breve, fatti un amante

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Homepage del sito Ashley Madison

Tra i risvolti del dating online c’è un’ulteriore evoluzione (se così vogliamo chiamarla) rispetto all’incontro di due single, ossia quella tra utenti già sposati o fidanzati su siti e app come AshleyMadison.com. Se volete aggiungere il proverbiale “pepe” alla vostra relazione tradendo il vostro/la vostra partner, il sito canadese Ashleymadison vi aiuta facendovi trovare altri aspiranti adulteri con cui condividere il vostro peccato, del tutto offline. Attenti però, oltre alle implicazioni morali della vostra coscienza potreste incappare in un colossale smascheramento online, proprio recentemente Ashley Madison è stato attaccato dal gruppo hacker Impact Team compromettendo la privacy degli oltre 32 milioni di utenti fedifraghi.

Cosa verrà dopo Tinder e le varie app di dating online, Ahsley Madison e tradimento compreso? Forse il fenomeno si sta già collassando da solo, come mostra questa divertente parodia sugli innamoramenti da 91 secondi su Tinder.

Sarà  il caso di uscire di casa un po’ più spesso e tornare al vecchio “Scusa, ci siamo già visti da qualche parte?”

 

di Ilaria Danesi