Le star che hanno fatto i conti con l’AIDS

Domani 1 dicembre è la Giornata mondiale contro l’AIDS. Questa giornata nasce con l’idea di sensibilizzare e informare sul problema, ma, nonostante la piaga rimanga inalterata,  l’attenzione dei paesi occidentali è drasticamente diminuita rispetto al passato.
Di fatto dopo la peste che decimò migliaia di persone verso la fine degli anni ’80 e gli inizi degli ani ’90, la campagna di sensibilizzazione e di informazione fu massiva in tutto il mondo, ottenendo un drastico calo dei contagi, ma dalla fine degli anni ’90 pare che i paesi sviluppati abbiano archiviato il problema, considerandolo priorità solo per i paesi del terzo mondo.
In realtà i numeri dicono il contrario: in Italia ogni giorno 11 persone scoprono di essere sieropositive e dal 2005 le nuove diagnosi di contagio dell’HIV sono raddoppiate nei Pesi dell’Unione Europea, quindi il problema rimane, ma semplicemente viene curato meglio. Se in passato era causa di morte certa e rapida, oggi le cure permettono al malato di tenere a bada il virus e di avere una qualità di vita piuttosto alta.

 

L’urgenza dell’informazione e della sensibilizzazione, soprattutto degli adolescenti che sperimentano il sesso molto presto, dovrebbe essere una priorità di tutti i governi, ma i fondi stanziati per le campagne negli ultimi anni sono troppo esigui. Per celebrare questa giornata vogliamo ricordare le star che a loro malgrado hanno contratto il virus dell’HIV e che (nella maggior parte dei casi) ci ha portato via:

Gia Carangi

Gia Carangi
Gia Carangi

La top model degli anni ’80 fu la primissima a sconvolgere l’opinione pubblica con la scoperta della malattia, allora completamente sconosciuta. Gia, tossicodipendente, contrasse il virus per lo scambio di una siringa infetta e morì a 26 anni nel 1986. Angelia Jolie le rese omaggio nella versone romanzata della sua biografia del film “Gia – una donna oltre il limite”, da vedere!

Freddie Mercury

Freddie Mercury
Freddie Mercury

La star che più di tutte commosse il mondo intero fu Freddie Mercury, la mitica voce dei The Queen. Mercury fu una delle vittime più celebri della comunità omosessuale che nello stesso periodo storico perse tante di quelle di persone da far credere che fosse un virus che colpiva solo gli omosessuali, che furono ghettizzati ancora di più, ma poi si scoprì che non era affatto così, anzi. Freddie si spense il 21 novembre del 1991 a 45 anni, a poche ore dall’annuncio ufficiale di essere affetto da AIDS conclamata.

Rock Hudson

Rock Hudson
Rock Hudson

Dello stesso periodo della Carangi, è la morte del famosissimo attore Rock Hudson, il fidanzato d’America, simbolo dei ragazzi perbene anni ’60 che ogni donna americana avrebbe voluto affianco a sè, ma che in realtà era omosessuale non dichiarato e che contrasse il virus a causa di rapporti non protetti. Hudson morì nel 1985 a 60 anni. 

Anthony Perkins

Anthony Perkins

Altra perdita che sconvolse Hollywood fu quella dell’attore nominato agli Oscar Anthony Perkins, che si spense nel 1992 a 60 anni. Bisessuale dichiarato, Perkins frequentò molte celebrità come il ballerino Rudolf Nureyev, ma poi sposò l’attrice e modella Berry Berenson che morì l’11 settembre 2001 nel volo American Airlines 11 schiantatosi sulle Torri Gemelle lasciando i loro due figli. 

Keith Haring

Keith Haring
Keith Haring

Passando al mondo dell’arte, altra grave perdita fu quella dell’artista geniale Keith Haring. L’artista deceduto a soli 31 anni e famoso per i suoi soggetti iconici e stilizzati, fu uno dei pochi personaggi influenti degli anni ’80 che decise di parlare apertamente di AIDS, diventandone un attivista.

Rudolf Nureyev

Rudolf Nureyev
Rudolf Nureyev

Come dimenticare il mitico ballerino Rudolf Nureyev, anche la sua morte sconvolse il mondo intero. Si spense nel gennaio del 1993 a 54 anni dopo, pare, la tormentata storia con Freddie Mercury. 

Pier Vittorio Tondelli

Pier Vittorio Tondelli
Pier Vittorio Tondelli

Venendo a casa nostra. Una delle perdite maggiori fu quella del giornalista e scrittore Pier Vittorio Tondelli.
F l’autore di “Altri libertini”, romanzo di culto fra i giovani italiani degli anni ottanta e verso la fine dell’estate del 1990, Tondelli venne ricoverato all’ospedale di Reggio Emilia, affetto da AIDS, tenendo la notizia riservata. Morì il 16 dicembre del 1991, a 36 anni dopo aver dato pubblicato  “Camere Separate”, l’ultimo romanzo, considerato da molti una sorta di suo “testamento spirituale”, che racconta di una malattia incurabile che consuma, e uccide, il compagno di uno scrittore di successo.

Giuliano Giuliani

Giuliano Giuliani
Giuliano Giuliani

Altro personaggio celebre italiano che contrasse il virus dell’HIV, fu Giuliano Giuliani, il mitico portiere del Napoli di Diego Armando Maradona. Morì nel 1996 senza mai dichiarare la malattia in quanto, come raccontò poi la moglie la showgirl televisiva Raffaella Del Rosario, uscire allo scoperto in quel periodo voleva dire essere ghettizzati, mentre tenendo riserbo hanno potuto garantire anche alla loro figlia una vita normale.

Magic Johnson

Magic Johnson
Magic Johnson

Tra le star ancora viventi, c’è il grandissimo giocatore di basket Magic Johnson.
Il 7 novembre del 1991 Magic Johnson annunciò di essere sieropositivo. Aveva vinto cinque campionati NBA con i Los Angeles Lakers e per tre volte era stato nominato migliore giocatore del campionato americano. Era la prima volta che un personaggio tanto famoso annunciava in diretta al mondo di essere sieropositivo.
Oggi, vent’anni dopo, Magic Johnson è uno dei simboli più conosciuti della lotta contro l’AIDS. Dirige la Magic Johnson Enterprises dal suo ufficio di Beverly Hills che gestisce cinema, teatri, caffetterie e altre attività in alcuni dei quartieri più difficili di Los Angeles. E naturalmente si occupa di lotta all’AIDS.

Charlie Sheen

Charlie Sheen
Charlie Sheen

Altro grande personaggio affetto da HIV ancora vivente è l’attore Charlie Sheen che confessò la sua sieropositività in diretta la programma Today dell’NBC.
L’attore, prediletto da Oliver Stone, era già conosciuto per i suoi eccessi di alcol e droga.

di Carlotta Di Falco