Sessismo al contrario: quando una donna molesta un uomo

L’esperimento della video maker Leah Green di The Guardian ha colpito nel segno: riprendere con una videocamera nascosta le reazioni di uomini di fronte alle sue battute sessiste, ai fischi, alle allusioni e agli espliciti inviti sessuali. Tanti esempi del sessismo “quotidiano” che una donna si trova a dover affrontare plurime volte nella vita, con la quasi assuefazione ad un malcostume ed un comportamento talmente di prassi da quasi sottovalutarne il pericolo e la portata discriminatoria.
Sono diverse i contesti presi in considerazione, da quello professionale in cui si sottolinea la presunta superiorità di un sesso sull’altro (“Non c’è una donna qui che può aiutarmi? Senza offesa ma lei non è in grado”) a quello della sfera sessuale in cui il repertorio mette in scena la suonata di clacson, i fischi da cantiere, la battuta per strada sul bel sedere, fino alla profferta esplicita di fare sesso.
Vedere le espressioni basite, sconcertate, quasi disgustate degli uomini oggetto dell’esperimento mette in risalto proprio quanto certi comportamenti siano fastidiosi e lesivi, seppur presenti e tollerati nel quotidiano femminile.
Una prospettiva rovesciata come nel video La maggioranza oppressa della regista francese Eleonore Pourriatin che mostra sessismo e violenza sessuale ai danni di un uomo in un mondo al contrario, dove il “sesso forte” è quello femminile, il potere è in mano alle donne in una società – passatemi il neologismo – di stampo femminilista.
In entrambi i video una volta spenta la videocamera la realtà torna nella sua prospettiva originale, ma c’è da sperare che alcuni uomini, infastiditi nel vedere cosa si provi a sentirsi dire “Ehi bel cul…” o “Mi faresti una lap dance?” oppure “Vieni a letto con me? No? Allora sei gay?” la prossima volta che hanno in testa simili battute alla barista del bar o alla collega d’ufficio si mordano pesantemente la lingua.
Come una roboante suonata di clacson gli suoni in testa un avviso che gli dica “No amico, non pensarlo nemmeno”.

di Ilaria Danesi