SocialMom: le 11 più assurde tipologie di immagini profilo

 

Oggi ho avuto una sorta di illuminazione.
E’ vero, ormai spesso comincio così, ma questa volta dico sul serio! La mia settimana, per colpa di Bigodino.it, non inizia mentalmente di lunedì, MA di mercoledì, di solito sotto la doccia, dopo aver riportato il mio autopippone personale sul computer e inviato in redazione. Ecco da lì in poi ne comincia un altro, che mi trascino per tutta la settimana successiva. Un dramma.
Questa settimana ero indecisa se approfondire il fatto che il mio sogno erotico sia diventato il desiderio di una nuova tradizionale famiglia (anche se non è ancora quello nuovo ufficiale ufficiale, si alterna con un altro, che per ovvi motivi non posso esplicarlo qui…) o intervenire sulla mia troppa bontà.

Ho optato per quest’ ultimo.

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Liberi, liberi di volare in un’altalena.

Attenzione, non penso di essere la reincarnazione di Santa Maria Goretti, per bontà intendo quella cosa grazie alla quale poi le persone mi si appioppano e io non so dire di no. Probabilmente lo faccio anche io con altre, non so, ma qui per me il caso sta diventando un attimino serio, visto che ormai le nonne clienti del mio negozio mi invitano a casa loro a prendere il tè. E a volte mi chiamano anche…

–  “Elisuccia, allora che facciamo, passerai dopo da me?”

–  “Signora, io la ringrazio, ma dopo il lavoro io su una ruota vado a prendere mia figlia a scuola e da lì comincio a fare la tassinara per lei e per tutte le sue attività pomeridiane…”

–  “Allora ci vediamo domani?”

–  “In che senso?”

–  “Nel senso che passo magari per due chiacchiere (UN’ORAAAAA!) come oggi, eh?!”

–  “Ma certo, tanto io asciugo scogli….”

–  “Non ho capito….”

–  “Nulla signora a domani!!!”

Ecco.
Forse dovrei essere più cattiva, cinica, non piangere per qualsiasi serie tv, non abbracciare, non sorridere, non salutare, non ringraziare.
Devo essere decisa, emotivamente autonoma e autocosciente, tagliente, miserabile, oddio no, miserabile mi sembra un po’ troppo. Devo smetterla di dire ogni cinque minuti “superbello” “fantastico” “ci penso io”, devo mangiare meno e conversare unicamente con le persone che conosco e DEVO trovare il modo di non farmi invitare dalle vecchie nobildonne romane a casa loro che poi mi adottano e io sparisco per sempre legata da foulard di Hermes (oddio, messa così, magari…).

Quindi, per approfondire il lato oscuro della mia forza, comincerò da voi.

LE PEGGIORI FOTO PROFILO DELLE MAMME SUI SOCIAL

(vi prego, perdonatemi, ne va della mia vita senza vecchie maniache)

Mio figlio a pezzi

Ok, ho capito. Siete della scuola “non posto la foto intera di mio figlio”, ok perfettissimo. Ma mi spiegate perché se volessi chattare un pochino con voi tra una pausa e l’altra mi devo ritrovare continuamente er pollicione del vostro erede stampato sul mio schermo ogni due secondi? In più con irregolarità esplicita riguardo il taglio delle unghiette ed evidenti arrossamenti causati da orrende scarpette di lana? Perché? Poi dite che non mi faccio mai sentire.

Mare d’inverno

Brave. solo voi. Avete la macchina e vi fate un’ ora e mezza per arrivare al Circeo godervi il tramonto e poi di notte tornare a Roma, solo per guardare le onde con vostro figlio e sentire l’odore del mare e toccare l’aria salata. Tutto per lo sgrufolo, anche quell’ora di fila sulla pontina. Brave. Che scatto per lunedì. Uh, che hashtag da favola! Peccato che se non avessi il maschio alfa a casa che invece di guardare Roma-Sampdoria, si trascina nel tunnel senza ritorno del traffico da week end, voi, dico a voi, super donne da transumanza poetica, ma proprio col cacchio uscireste dal raccordo per fare le grandi madri al mare d’inverno.

Ma quanto sono buffa

No, non sei buffa, sei ridicola, c’hai quarant’anni, togliti immediatamente quel cappello con la testa di Pluto e vatti a rifare il colore. Poi ti lamenti che non fai più sesso…

Ehi! I’m Blogger. 

Questa è la tipologia di foto più subdola, è un attimo mettere i tuoi due orgogli dentro lo stesso scatto. Il computer da una parte, il pargolo dall’altra…. Lo confesso, anche io a volte ho avuto la tentazione, è una fitta intercostale impressionante, lo so, ma ci sono modi e valide alternative per vivere una vita senza quell’immagine del profilo. Ve lo garantisco.

Ah giusto, esiste anche il padre.

Quelle due volte l’anno in cui infilate una foto di tutta la famiglia. Geniale, dura un giorno. Di solito si mette a Natale e al compleanno di quello, al massimo la reinserite il giorno di quella cosa che si chiama anniversario di matrimonio. Dopo 12 ore però viene risucchiata nell’oblio telematico. Di alcune mie amiche con figli ancora non sono riuscita a vedere la seconda metà del genoma del nano per quanto sono veloci. Quando fate così, vi amo alla follia.

PHOTO_SELFIE_KISSSSSSS!

Ma quanto ve lo baciate quel poro figliolo, che schifo!

PHOTO_SELFIE_CAR.

Lo so e vi capisco. Non c’avete un attimo di tempo e l’unico momento per truccarvi, fumare, cambiarvi le calze smagliate, mettere lo smalto, rispondere alle mail, bere un caffè caldo al punto giusto, sentire la nonna nel paesello, farvi la ceretta, leggere un libro e farvi le sopracciglia è fra le 8.30 e le 8.45 esclusivamente DENTRO la vostra macchina. Ergo, che male c’è nel farsi anche una bella fotina nel traffico?! In realtà nulla, è lo sfondo pasoliniano che mi lascia un po’ sotto shock.

Io madre?! Si, è vero… 

Te che scali l’Everest. Te che stai sulla terrazza dell’Hilton. Te che mi corri alle sei del mattino. Te che mi fai la piramide di Tequila di mercoledì sera. Te in topless. Ciccia se poi ti rimorchi solo sedicenni, poi non te lamentare con noi!

Dolcezza precoloniale.

Ti manca essere giovane e liceale e senza un cazzo da fare dalla mattina alla sera, non è vero? Come faccio a saperlo? Amore mio mi hai scannerizzato gli ultimi dieci anni della tua vita prima della colonizzazione da parte di presunti spermatozoi! So tutto di te in era prematerna… Mi hai fatto ricordare che nell’81 andavano i Jeans chiari, nell’82 gli elastici in velluto e che l’anno dopo la Roma ha vinto lo scudetto. La finiamo di mettere foto sbiadite e torniamo alla (tua) realtà?

Ciao, ho 35 anni e guardo ancora i cartoni animati.

Giuro, esistono. Voi non ci crederete, ma alcune donne diventano madri e senza alcun motivo cominciano a collezionare foto profilo di Peppa Pig, Masha e Orso, My little pony, altre si limitano a mascherarsi dietro al vintage con La Sirenetta- cult sentimentale della mia generazione, nonché pellicola a luci rosse durante lo struscichio di lei con la statua o addirittura sottolineando il loro senso social totalmente (fintamente) distaccato con M-A-G-A M-A-G-O, ma dai!

Ho partorito (così) solo io. 

Ecco, qui devo stare un po’ attenta. Potrei seriamente cominciare a stare sul cazzo a mezzo milione di donne. Ma perché, sinceramente, perché, se vostro figlio ha 17 anni, si sta diplomando, fa sesso regolare, voi ancora vi mettete in uno stato obiettivamente confusionale, nello scatto più brutto della vostra vita, dove siete, unte, sporche, spettinate, con i capillari talmente fuori che vi asciugano il sudore loro. Perché questa cattiveria a voi, ma anche a noi. Lo sappiamo, siete madri, è una gioia per tutto l’universo, ma tecnicamente sappiamo anche perfettamente come esce un figlio dalla madre, allora perché riproporlo a mesi alterni. Pur’io, uguale, giuro, senza trucchetti e come me, tutte, più o meno. Sui social ci basta sapere che hai un figlio, giuro.

Troppo stronza?

Prendetevela col mio analista.

 

di Elisa Giani