Mamme e alimentazione: Cibo da favola

Marzo 2008. Mentre il PSOE di Zapatero si riconfermava il primo partito spagnolo, in Buthan si tenevano le prime libere elezioni della storia e in tutto il mondo ci si apprestava a celebrare la Pasqua più anticipata del XXI secolo, nel consultorio AIED di via Toscana a Roma una dottoressa con un meraviglioso accento siciliano mi comunicava seraficamente che, quello che fino ad allora avevo definito un gamberetto, era una futura bambina.

Beethoven, Sinfonia n. 7

Sudori freddi, vista offuscata, nausea e ronzii agli orecchie.

Una bambina quindi una futura donna, ho pensato.

Una portatrice sana di complessi, ho realizzato.

La mia mente in un secondo ha rispolverato tutto il mio immaginario riferito al rapporto madre-figlia soffermandosi su “Sinfonia d’autunno” di Bergmann e la scena top delle grucce di Mammina cara, per centrare l’obiettivo poco dopo.

Durante la mia adolescenza non mi sono fatta mancare nessuna giacca alla moda né tantomeno nessuna disfunzione alimentare. Come avrei potuto far passare il messaggio cibo uguale nutrimento senza le variopinte derive psicotiche che per me aveva sempre assunto?
A una bambina poi! Come andare con i rollerblade in un campo minato…

Hans Christian Andersen, nella favola “Brodo di Stecchino”, racconta la storia del Re dei Topi che, durante un banchetto, fa un’insolita richiesta: la topolina che fosse riuscita a creare la ricetta del brodo stecchino sarebbe diventata regina. (Il grande fratello sta a Orwell come Masterchef sta ad Andersen).
Ci provarono quattro topoline. La prima iniziò con un panegirico dove raccontava che gli elementi del brodo erano elfi e draghi sofisticatissimi, introvabili e anche un po’ bobòs e persino il re, che non era proprio uno delle banlieue, la trovò un po’ troppo snob. La seconda se ne uscì con una storia che in soldoni diceva che solo se si è poeti si può pensare il brodo di stecchino e il re non fece in tempo a mandarla a quel paese che, fortunatamente, arrivò subito la terza che, furbetta, inscenò una filippica che adulava senza ritegno il re per farsi fare regina. Arrivò, grazie al cielo, la quarta che era un filo più realista delle altre e disse «Io quello che so non l’ho appreso da creature soprannaturali, non mangiando o parlando con le civette. Lo so perché ci ho pensato da sola. Mettete il paiolo sul fuoco, riempitelo bene d’acqua, accendete il fuoco, fatelo ardere finché l’acqua non bolle e strabolle, poi gettate lo stecchino».

Vi siete addormentati? No? Bene.
Tutta questa solfa per dire che siamo talmente abituati a dare al cibo un significato, una valenza psicologica, un senso, una sovrastruttura che ci dimentichiamo la sua semplicità e la sua funzione primaria che è quella di nutrire e accrescere. E quando vogliamo passare qualcosa ai nostri figli presi da un desiderio di revanche o da vera e propria strizza parliamo loro come se fossimo sicuri che avranno le nostre stesse paranoie o le nostre stesse debolezze.
Io spero che mia figlia sia diversa da me. In tante cose.
Spero che non formi la sua educazione sentimentale guardando Woody Allen, che impari a tenere le spalle dritte in modo da guadagnare almeno tre centimetri e una misura, che studi anche il suomi in modo da poter parlare con tutti, e che abbia un buon rapporto con il cibo.
Ma che abbia, come me, il dono di saper ridimensionare le cose.

”Mamma, voglio essere come te.”

“Irresistibile?

“No, simpatica.”

Ecco, appunto. Dicevamo?

MALAMAMMA CONSIGLIA!
A proposito di favole e cibo

    Buon appetito, signor coniglio! / Claude Boujon.

    Mai e poi mai mangerò i pomodori con Charlie e Lola / Lauren Child.

    Un elefante non è una caramella / Sebastiano Ruiz Mignone, Guido Quarzo ; illustrazioni di Pedro Scassa.

    La fame il sonno e l’allegria / Guido Quarzo; illustrazioni di Leno Mariniello.

    Adesso si mangia! / Nicoletta Costa.

    Filastrocche di cioccolato / Corinne Albaut

    Filastrocche da sgranocchiare / Corinne Albaut; illustrazioni di Serge Ceccarelli

    Polpettine di parole / Pietro Formentini; illustrazioni di Chiara Carrer

    Io mi mangio la luna / racconto e illustrazioni di Michael Grejniec

    Coccinelle a pranzo / Hanif Kureishi; traduzione di Angela Ragusa

    Finferli caldi / Andrea Molesini; illustrazioni di Alberto Rebori

    Ranocchi a merenda / Guido Quarzo; illustrazioni di Cecco Mariniello

    Luca la luna e il latte / Maurice Sendak

     Coccodrilli a colazione / Emanuela Nava

di Eva Milella