Cinque segnali per capire se può essere il patrigno perfetto.

(sottofondo musicale Say You’ll Be There_Spice Girl)
(premessone: non voglio assolutamente togliere dignità e autorevolezza al ruolo del padre. Utilizzo solo quella cosa che a volte scambiano per arroganza, ma che in realtà l’è solo ironia.)
Che poi, patrigno. Brutto, veramente brutto, solo ma come lo vuoi chiamare? Papà non è. Ragazzo de la mì mamma, troppo lungo. Denominarlo solo con il nome di battesimo troppo freddo.
I nuovi amanti solidali con la mamma sono personaggi difficili da inquadrare, sempre rinchiusi in luoghi nascosti delle nostre vite, perché solo uno potrà farcela, solo uno, eclettissimo, potrà uscire dall’anonimato, e questo potrà accadere solo quando noi e unicamente noi lo decideremo.

Ovvio, potrebbe capitare che il nostro nano incroci la sua presenza, quasi un po’ di striscio per vedere, sperimentare l’incontro fra i due, ma la frase “Amore, io e Mr. X siamo fidanzati, sei contenta!?”, risulterà la fine di un percorso pieno di insidie, tranelli, vorticosi percorsi che manco Indiana Jones con tutti i tempi maledetti avrebbe mai pensato di affrontare.Perché non possiamo pensare né vivere nella frenesia dell’amore a prima vista, troppo rischioso, dobbiamo valutare capire, e paradossalmente o solo forse, proprio quella persona che ritenevi l’ultimo della lista potrà invece essere eletto patrigno dell’anno, o della vostra vita.

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Illustrazioni di Nan Lawson

 

Ma affrontiamo con calma questo percorso al contrario.
Cerchiamo di capire come capire che quello che avevamo capito prima era NO, e che quello che dobbiamo capire ora è il contrario di ciò che si era capito prima.

Per il bene tuo e per il tuo nano.
E pure per questi poveri cristiani che testiamo. Perché possiamo pure fare le grandi donne madri single sofaretuttoio, ma ammettiamolo, sotto sotto, l’uomo dall’istinto patrignesco, lo desideriamo tutte.

#1: Reazione a catena.

Primo appuntamento. È giusta cosa teoricamente annunciare subito la propria realtà. A questo punto occhio alla loro reazione.

Se sarà “Ma dai!!!!! Hai un bambino!?!?!”, non è felicità tesoro mio, è isteria cronica.
Vi offrirà da bere, molto moltissimo, e quella probabilmente sarà l’unica consumazione che vivrete quella sera.
La reazione dovrà essere semplicemente quella di una sorpresa. Non vedetela in senso negativo. Almeno è sincero. E con i suoi tempi, anche durante la stessa serata ti chiederà episodi divertenti del nano.

#2: Zero pazienza.
State insieme da poco. Tutto è paradisiaco. Vi amate alla follia, e questo ti permette di vomitargli addosso tutti i particolari quotidiani di tuo figlio.

– oggi carletto ha fatto la pupù marrone più chiaro. È un genio dell’anatomia autocreatrice.

– oggi carletto ha rigato la macchina del vicino. Ha un gusto estetico pazzesco.

– oggi carletto ha morso il suo amichetto del cuore. Lui è istintivo. Senza filtri, è un bambino sincero e per nulla falso.

Se il tuo superboy dovesse stare zitto e annuire, preoccupati. Sperate che vi urli di smettere. Tu in quel momento sei lì con lui e non con tuo figlio, e sarà un grande uomo se avrà il coraggio di zittirti spiegandoti semplicemente che per il momento quello che per lui conta sei tu.

#3: odio profondo per la famiglia allargata.
Tu sei abituata. Lui no. in cosa? In tutto. Per cui se una coppia normale affronta i genitori, nonché ipotetici futuri suoceri e famiglia dell’altro, dopo un relativo tempo, tu dovrai prendere tale tempo e moltiplicarlo per tre.
Dimostra un affrettato entusiasmo nel vivere tutto questo? Allora scappa.
All’inizio potresti essere contenta di vederlo con il maglione rennato a Natale, ma dopo poco capirai di come si sia impossessato di tutta la tua passata identità per creare un NOI forse troppo subito esagerato. Occhio.

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Illustrazioni di Nan Lawson

 

#4: indifferenza totale per il padre di tua figlio.
Non ci deve diventare amico. Mai. Che poi ti ritrovi al tuo compleanno dei cinquantanni con il tuo ex ubriaco, il tuo compagno ancora più ubriaco, tua figlia sufficientemente grande per capire tutto, e tutti quanti che ti prendono per il c***o con una complicità assortita sbagliatissima.

#5: automatismo a distanza.
Il fatto che ti ami alla follia non vuol dire che amerà subito con la stessa intensità il tuo bambino. Questo è un dato di fatto.
Ovvio, se sta costruendo qualcosa con te è normale che conosca la tua situazione, di certo non sta pensando che a un certo punto il tuo nano scompaia.
Bene che vi andrà, abitando in questo paese, la prole uscirà dalla tua quotidiana vita intorno ai trent’anni, per cui o è scemo o è masochista. Se dovesse correre, se dovesse fare subito il simpatico, se avesse una propensione naturale a giocarci, non andrebbe bene.
Devi concedergli i tempi giusti per entrare realmente in una situazione, condizione già in corsa, dove i partecipanti in questione sono un po’ di più del previsto, perché oltre te, è chiaro che dovrà fare i conti con il bambino e con il padre di questo bambino.
Tutto non può essere automatico, ma delicato. Non frettoloso, ma minuzioso.

È una stupidaggine colossale pensare “se ama me deve amare tutto ciò che io sono e quindi anche la mia maternità”; ovvio che ama tutto di te, ma non per questo in due settimane potrà diventare il patrigno superperfetto con il maglione a V rosa confetto e la riga da una parte, se prima faceva l’alba con 37 birre in corpo il venerdì sera.

Avere la fortuna di conquistare una seconda possibilità non a tutti capita.
E questa cosa sta capitando a te. Non a tuo figlio.
Ed è per questo che spingere forse l’uomo della tua (nuova) vita in un abisso troppo velocemente, crea solo casini.

Respira. Goditi questo momento. Vai a giocare come dieci anni fa.
Ricordati che sei anche semplicemente tu.
Guardalo come un uomo.
Lui è lì che ti sta guardando come una donna e non come una mamma.
E questo è solo che un dono.
Non essere invidiosa.
Non tremare se questa recita la vedrai da sola.
La prossima la vedrete insieme.
E se non fosse la prossima, sarà comunque quella dopo o quella dopo ancora.
Quando arriverà il momento lui sarà lì perché lo vuole.
Sarà lì perché ha trovato il modo di amare te e poi di amare lei.
E non di amare lei perché ama te.

Tu sei fortunata. Lui ha comunque scelto te.

Io sono fortunata. Lui ha comunque scelto me.

di Elisa Giani