Donne diversamente Nonne: i benefici di vivere fuori dagli schemi per un bambino

(sottofondo musicale “Just can’t get enough” Nouvelle Vague.)

Io non possiedo un nucleo familiare normale, nel senso che ho talmente tanti personaggi che capitano ad incrociare la vita mia e di Margherita, che ho smesso di riflettere sul senso ultimo di tutto questo;
il mio problema infatti non è tanto avere una famiglia larga/allargata/variegata, quanto quello di trovarmici veramente bene. Mi piace, sì mi piace proprio riuscire a chiacchierare e avere un rapporto con tutti, ognuno con le sue particolarità, e più sono strane più mi piace.

Di solito io verso primavera faccio la mia Familclassifica.

È una cosa idiota, me ne rendo conto, ma è come se facessi il punto della situazione, come se dessi un premio a me che riesco ancora ad avere un rapporto speciale con le persone che costituiscono la mia famiglia speciale.

Al quinto posto:

“Premio per tutti i bambini della mia famiglia”.

Non so per quale motivo, ma io attiro i bimbi come il miele con le api, e di questa cosa non mi sono mai capacitata, io quasi li detesto i bambini! Nel senso che non sono mai stati la mia priorità e invece gira che ti rigira li ho sempre avuti tra i piedi.
Nella mia famiglia capita anche che mia figlia giochi con mia sorella di venti anni più piccola di me, ma di soli quattro più grande di lei, che chiami “zia” una bambina e non un adulto e che si senta responsabile per la nipote del mio compagno e stia attenta a lei per un pomeriggio intero in quanto babysitter della sua nuova “cuginastra”.
I bambini della mia famiglia mescolano qualsiasi tipo di regola, giocano sull’ordine cronologico degli avvenimenti, prendono in giro i grandi e i loro schemi.

Per cui grazie, un premio per loro.

Al quarto posto:

“Premio per gli zii acquisiti”

Quando rimani incinta a 24 anni hai ancora addosso la puzza del liceo, ovvero quella quotidianità amicale che vivi per cinque anni ogni mattina
con persone che diventano la tua famiglia parallela; quando è nata mia figlia non riuscivo a fare distinzioni fra mia sorella e la mia migliore amica, per me TUTTI erano zii di Margherita, e questa cosa ha continuato ad essere così importante per me che anche Margherita l’ha fatta sua: il Natale si passa con la famiglia MA anche con Giorgia e Fla_Fla, per carità!
Credo che lo zio acquisito aiuti il bambino a crescere, a non creare una campanona di vetro, a capire come realizzare i propri disegni, gli schemi della propria vita senza seguire quelli preesistenti.

Per cui grazie, un premio per loro.

sorelle/zie acquisite
sorelle/zie acquisite

Al terzo posto:

“Premio al nuovo nucleo: la famiglia del fidanzato di mamma”

Se c’è una cosa che ho amato subito della mamma del mio Compagno, è che mi dava del “lei”. Non c’era verso, e più Lui chiedeva cosa stesse facendo, più Lei continuava. Meravigliosa. La famiglia del mio compagno la definirei un piccolo gioiello di coraggio luccicante (sì, lo so, dovete mischiare un po’ di figure retoriche per capire ciò che ho appena scritto, ma fate uno sforzo perché non saprei fare di meglio); da loro ho imparato come non sia importante la quantità, ma semplicemente l’attenzione al prossimo; mia figlia ha imparato a guardare “ancoraoltre”, ad amare e ad interessarsi a persone nuove, vicine e lontane, ad accettare nuove dinamiche e nuovi sentimenti.

Per cui grazie, un premio per loro.

Al secondo posto:

“Premio speciale ai miei fratelli (e a tutta la relativa scia)”

Quando lascio mia figlia a dormire a casa dei miei in genere va così:
Mia madre s’incazza per un qualsiasi motivo X.
L’altra mia sorella di 15 anni è costretta a prendersi mia figlia e portarsela in giro nelle sue micro uscite da quindicenne.
Il risultato è che Margherita quasi ogni sabato pomeriggio esce, poi torna, guarda MTV, va a letto tardi, si mette lo smalto ed è felice come una Pasqua. I miei Fratelli, ovvero i “reali” zii di mia figlia, sono per me il sacro Graal. Lei li osserva e ne è stimolata; non sarà mai annoiata con loro, e soprattutto quando sarà adolescente, lei non andrà in giro disperata, ma potrà confrontarsi con SETTE ragazzi più o meno trentenni, fichissimi , che continueranno a coccolarla.

Per cui grazie, un premio per loro.

fratelli/zii ufficiali
fratelli/zii ufficiali

Al primo posto:

“Premio speciale per la moglie di nonno. Quindi nonna?! No, quindi moglie di nonno”

Se c’è una cosa che ho capito dalla mia famiglia, è che ci sono troppi pochi nomi per descrivere ogni componente. Ad esempio, ormai tutto il mondo tranne i cattolici si ri-sposa, per cui tocca trovare un nome alternativo alle mogli o ai mariti nuovi di pacca!

Perché scusate, ma io proprio non riesco a chiamare la seconda moglie del mio ex suocero, “nonna”. Non ci riesco!

Rispiego la sua posizione:

io ero sposata col figlio di un uomo che si è risposato di nuovo (no, io non mi sono risposata di nuovo, solo una volta) e quindi praticamente era che io ero sposata, appunto, col figlio e lui con la seconda moglie, poi è nata Margherita, solo che Lei, la moglie del padre, ha l’armadio che ho sempre desiderato, è giovanissima e conosce tutti i migliori locali di Roma, non mi viene proprio di chiamarla “nonna”.

Poi scatta la separazione, non la sua, la mia, e la situazione si complica sempre di più: anche lei ha una figlia, quindi succede che Margherita ha una zia più piccola di lei di due anni, che nonno è nonno e zia non può essere più zia perché hanno fatto una bimba e ora è la neonata la vera zia, quindi la moglie di nonno ma come la devo chiamare, mamma?!?

Proprio per cercare di trovare una connessione con questa donna, paradossalmente dopo lo sventurato episodio della cessazione del mio matrimonio, è proprio con lei che ho legato maggiormente.

LEI: ossessionata dalla pulizia, ma a livelli dirò “inusuali” per rimanere nella norma, tipo che se nel lavandino della loro cucina, viene prodotta una goccia d’acqua in più delle 36 goccie che possono stare all’interno del loro lavandino, eh, occhio a quando ti rinvitano.

IO: pulisco casa una volta a settimana.

LEI: cucinare fa parte del suo DNA, sa fare tutto, e se non è lei, lo saprà fare sicuramente sua madre, ma a livelli che Masterchef se li sogna di notte piatti del genere! Una volta mi porta un barattolo di marmellata di visciole fatto in casa, io per ammirazione non ho mai mangiato quella marmellata, ce l’ho ancora a casa come una reliquia di ciò che si potrebbe non comprare ma cucinare.

IO: se non brucio i bastoncini Findus è già un miracolo, e può capitare che rischio di bruciare tutto a casa sua.

Però, non so perché, ora se ho un problema non mi faccio scrupoli a chiamare anche lei, se devo organizzare un pomeriggio fra bimbe lei è fra le prime che inviterei; mi piacciono i pomeriggi con lei e le bimbe, sembriamo due satelliti che girano intorno ad un grande pianeta. Diversissime, ma con ruoli molto simili; le nonne, quelle ufficiali, sono fondamentali per carità, ma avere una mogliedinonno nella famiglia è sorprendentemente fico! Tua figlia imparerà dai grandi più grandi di te che i genitori possono essere separati, ma continuare ad amarti e che i nuovi compagni sono fonte di grande stimolo emozionale.

Lei per me non sarà mai una nonna, ma un’amica, una zia, una sorpresa.
Una “ZORPRAMICONNA”? può darsi.

Per cui grazie, un premio per lei.

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di Elisa Giani