Quando i papà (o le mamme) vincono gli Oscar: paranoia da nottata in bianco

(sottofondo musicale:”Satisfaction” _ the Rolling Stone)

Sono appena tornata dopo un week-end fantastico; Venezia mi ha regalato tantissimo e il suo carnevale con le sue feste e le sue maschere mi ha riportato all’Elisa universitaria che il venerdì sera beveva birra e trovava nuovi amici; e mentre io conoscevo ragazzi di ogni nazionalità e facevo finta di avere la loro età, dall’altra parte del mondo si svolgeva l’ottantaseiesima edizione degli Accademy Awards, ovvero gli Oscar.

Manifestazione che, sinceramente, mi ha sempre incuriosito, non tanto per quanto riguarda i vincitori, notoriamente sempre diversi da quella da me preventivati, quanto invece per l’enorme macchina che gira dietro ogni singolo partecipante. E in particolare riguardo ogni singolo attore che nella vita è anche genitore!

Di solito le mie domande principali sono:

-a chi avranno mai lasciato il figlio?

-lo chiameranno a metà serata per tranquillizzarlo?

-se il bambino ha la febbre non provano un infinito senso di colpa?

-i figli capiranno l’importanza di ciò che sono andati a fare i genitori?

Perché se essere genitore, come si evince da ogni mio singolo articolo, è difficilissimo, anche se sei Jennifer Lopez, credo sia ancora più difficile essere figlio di qualcuno di stra famoso che partecipa alla serata degl’Oscar e magari lo vince pure!

Pensa il giorno dopo a scuola….un imbarazzo continuo, dove il centro dell’attenzione sarà tuo padre e non tu! Potrai fare qualsiasi cosa, l’esperimento più cazzuto al corso di scienze, ma comunque tuo padre rimane quellochehavintoloscar, e tu sei fregato.

Perché comunque nessun bambino capisce l’importanza di una certa stabilità economica che i propri vecchi li stanno garantendo, almeno fino ai loro 12/13 anni (eccetto quella strana cosa che chiamerò figlia di Tom Cruise), tutti i bambini, compresi i figli di noti attori o chi per loro, vedrebbero solo che, mentre la madre ha un vestito da principessa e tutti sul quel tappeto rosso la bramano urlando il suo nome, lei sta col pigiama fuxia a casa con la super tata a sfasciarsi le palle, oppure mentre il papà viene elogiato da un teatro intero, lui al massimo può mettere i suoi robot in cerchio e creare una falsissima imitazione in 15mq di infantile stanza.

Credo che non sia per nulla semplice andare a spiegare ai tuoi amichetti che tua mamma che si fa chiamare Madonna in realtà non è proprio la Madonnina, che Gesù non è tuo fratello e che quando ha le minigonne è perché sta lavorando e quando sul palco ha reggiseni con gli spunzoni è sempre perché sta lavorando e no, non è come dice la mamma di Eveline, non è una prostituta, è “solo” una cantante.

Oppure vi immaginate i figli angelici di Hetfield, cantante e mente dei Metallica, quando in seconda elementare la maestra proprone di invitare i propri padri in classe per spiegare che tipo di lavoro fanno?! Credo che le reazioni potrebbero essere simili a queste:

“allora papà, ricordati: non fare linguacce, non tirarti su le maniche che ti si vedono i tatuaggi che qui io ho una reputazione, e non toccare il fondoschiena della maestra ti prego, ti pago quanto abbiamo pattuito, ma ricordati di attenerti al copione che ti ho scritto!”

Me l’immagino così, innocui e poco avvezzi allo spettacolo, al glamour.
Sicuro mi sbaglio, sicuro i figli di Brad Pitt già hanno tenuto convegni presso l’ONU, ma non m’importa; voglio continuare a pensare che se mi chiamano da scuola perché mia figlia ha mal d’orecchie, io volo e non devo rispondere “ora come ora mi trovo dall’altra parte del mondo per lavoro”, sarà molto meno glamour, molto meno stiloso, ma che ve devo dire, l’importante è avere tutto ciò che si desidera e io questo ce l’ho al mille per mille, anche se sotto i piedi invece di avere un tappeto rosso ho strade veneziane o il parquet di casa mia con le personoe che più amo al seguito.

Che poi c’è ancora tempo per il tappeto rosso, e sicuro anche quello prima o poi me lo sparo!

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di Elisa Giani