La figlia è mulatta e la madre (le) fa causa

(Sottofondo musicale: “Do I Wanna Know” – Arctic Monkeys)

Allora, definiamo un po’ l’amore. Ce ne sono di un’infinità di tipi, credo. Alcune volte non ci accorgiamo neanche di amare, e altre volte non ci accorgiamo che quell’amore proprio non c’è più.

Definiamo l’amore. Farfalle nello stomaco? Solo questo? Non credo.
L’amore è una serie di circostanze, di incastri e incroci, di fatalità e constatazioni e scontri e incontri. Possiamo augurarci di amare per sempre qualcuno, ma quand’è che realmente succede? Forse mai. O forse ogni volta. Perché amare qualcuno vuol dire donare un pezzettino del proprio cuore, del proprio stomaco e della propria mente. E non è che quando tutto finisce puoi richiedere indietro tutti quei pezzetti. No, proprio no. Per cui rimangono lì, per sempre.

Ecco cosa succede. Ecco cos’è questa cosa che tanto ci rovina la vita a volte.

Ma poi succede una cosa strana. Una cosa che non ti aspetti. Trovi una persona nella vita, e sai che a lei puoi donare tutta te stessa; lo puoi fare e nulla gratterà via il vostro rapporto, nulla vi porterà lontani l’uno dall’altra.

Io l’ho trovato questo, non voglio essere patetica, ma vi assicuro che non esiste legame più forte che quello con i figli.

Per mia figlia in questo periodo sto talmente tanto cambiando le prospettive di vita, che a guardarmi dall’esterno mi sembro un alieno, cioè smetto anche di uscire ed eccolalà che Elisa non è più Elisa (non succederà mai, promesso.)

Per dire che se tu pensi di essere A, quando hai una figlio neanche ti trasformi in B, arrivi subito alla Z senza neanche sapere come hai fatto. Parlo di decisioni emotive, professionali, quotidiane. Ti rapporti col resto del mondo diversamente, che sia un mappamondo da disegnare all’interno della tua vita, o una str***a alla quale fino a 56 mesi fa avresti spaccato la faccia e ora ti mantieni zen.

L’amore per un figlio ti schiaccia e invade come Napoleone, ti scucchia e risucchia come le Winx, ti monopolizza mentalmente come Vogue.

Non esistono più gli orizzonti romantici da Romeo&Giulietta, o quelli passionali come La Tosca, non ci si confonde, si è mammiferi, si è leonesse, punto.

le mani (uguali)
le mani (uguali)

Semplicemente perché l’amore per un figlio è l’unica cosa giusta.

E ve lo scrive una che di amori ne ha provati a chili, senza mai venirne tanto a capo. Per questo credo di parlare con una certa e alta consapevolezza.

La cosa fichissima di tutto questo e che, porca la miseria, il figlio può essere venuto al mondo dalla tua pancia, da una provetta, da una regione sperduta del Vietnam, ma comunque la cosa non cambierà mai. La faccenda non sarà diversa, ma meravigliosamente uguale. Io l’ho visto, lo vedo tutti i giorni. Vedo madri bianche amare la propria figlia di colore, vedo madre e madre amare il figlio i cui geni sono formati anche da un individuo maschio sconosciuto, vedo madri che sfornano con gran facilità otto figli e vedo madri che per uno solo sono costrette a viaggiare in giro per l’Europa, intossicarsi di ormoni, vivere letti d’ospedale e sperare sperare sperare. Tutte loro, tutte noi siamo uguali.

Per questo, quando leggo alcune notizie prima rido, poi parlo col mio caporedattore e rido di nuovo, poi magari esco, non ci penso più, e dopo un giorno smetto di ridere e comincio a riflettere.

Perché succede che una coppia americana omossessuale vuole un figlio e ricorre all’inseminazione artificiale, sceglie per benino il suo bel maschietto-siringa-convalescenza-figlia.

Perfetto.

Solo che nell’atto del partorire ci si è accorge del piccolo errore della banca del seme. La figlia è mulatta.

fonte: il messaggero.it
fonte: il messaggero.it

E allora.

Ma sticavoli, direi io.

Chiamiamo un avvocato, hanno detto loro.

Ora, questa bambina non solo, e non capisco perché, viene vista come una errore, ma anche additata perché residente in un tipico e americano quartiere “bianco”, e neanche difesa dai propri genitori!

La chicca?! Una delle motivazioni che ricorrono nella grandiosa arringa finale è che la povera e stanca madre ogni settimana si deve spostare dalla sua casetta per andare nei bassi fondi ad incontrare un parrucchiere per pettinare i capelli afro della figlia, e questo le comporta dei “DISAGI”.

Cos’è l’amore. Ok. Forse mi sono sbagliata. Forse sono un cartone animato della Disney, forse sono la sorella segreta del Dalay lama, perché qui le cose si ribaltano. Perché queste due str***e non possono sindacare su quante volte vanno dal parrucchiere per la figlia, perché io mi amputerei un braccio per la mia Mina.

Forse l’amore è quella cosa che boh. Punto.

Intanto vado a prendere appuntamento per farmi fare le treccie.

di Elisa Giani