E’ vero che l’amore rende reazionari?

Viviamo decisamente al di sopra delle nostre possibilità emotive.
I postumi di un’incompiuta adolescenza, ci fanno credere di essere invincibili e ci convincono che le relazioni che viviamo sono il frutto delle nostre scelte consapevoli e lucide.
Quello di cui non ci rendiamo conto è che molto spesso sono i condizionamenti esterni che dettano le regole della nostra vita sentimentale e soprattutto di coppia.
Sempre più spesso l’arte del compromesso entra nelle relazioni e stare insieme, soprattutto se ci sono dei figli, è un obbligo, un patto dettato dall’impossibilità di poter fare scelte liberamente.

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Con la crisi economica, sempre meno sono le coppie che possono permettersi una separazione e sempre di più quelle che rimangono in piedi, che rinunciano a un rapporto basato sulle emozioni e sul sesso (aumentano vertiginosamente i matrimoni bianchi) per problemi economici.

Le separazioni in casa, i matrimoni che leggittimano una gamma di inciuci che va dalla scappatella a veri e propri rapporti paralleli, sono ormai la materia prima delle relazioni.

L’economista francese Jacques Attali, eminenza grigia di Mitterand che lo nominò come speciale consigliere all’epoca della sua presidenza della Repubblica e in seguito rimasto sulla cresta dell’onda politica francese collaborando con Sarkozy, ha addirittura scomodato il suo sapere in campo economico e politico per formulare la teoria del POLIAMORE ovvero l’amore al tempo del consumismo in cui ipotizza la fine della monogamia.
Per addolcire la pillola sottolinea che è un pronostico e non un augurio ma comunque non ci va leggero in fatto di contenuti.

Secondo l’economista amare più persone contemporaneamente è non solo possibile ma fa parte della natura umana.

Così come desiderare relazioni sessuali con persone diverse o cercare esperienze nuove e stimolanti. Solo la morale comune e le leggi si oppongono a queste esigenze dell’uomo e della donna contemporanei, generando una situazione di ipocrisia e ambiguità.
Inevitabile è pronosticare il crollo della famiglia tradizionale a favore di una pluralità dei rapporti sentimentali e sessuali.

Il presupposto da seguire è la felicità nel suo significato più vicino alla libertà e alla piena espressione di se stessi.
Attali formalizza quello che secondo lui già esiste nella nostra società celato da ipocrisia e meschinità.

Quello che mi viene da pensare è che da persona libera, democratica e di vedute aperte quasi spalancate in fatto di relazioni, dovrei esultare, essere d’accordo con questa visione che finalmente rende meno borghese l’idea dei rapporti amorosi sentimentali e invece me ne sento tanto distante.

Perchè in fondo l’amore è una cosa veramente reazionaria.

Amare qualcuno tira fuori un lato incredibilmente radicale e poco aperto alla discussione delle sue regole.

Avere quasi quarant’anni vuol dire avere un po’ capito questo.

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Will Smith e sua moglie seguaci (pare) del Poliamore.

 

Quello che si impara dopo alcune relazioni felicemente fallimentari, è che molto spesso ci si lascia proprio perchè non si accetta il proprio lato reazionario che ci porta noiosamente a escludere il novantanove percento degli esseri umani per investire su una persona sola.
Poi le cose cambiano e quello che vorresti è solo far smettere quel rumore intorno a te generato dall’esigenza di dover piacere a tutti.

Passi la tua vita a relazionare con ogni uomo come se fosse uno stato del Risiko da conquistare e non importa se i tuoi mezzi sono delle battute sagaci non delle scollature vertiginose, quello che interessa è piacere per evitare di cadere nella trappola borghese della coppia.
Poi anche questo mito crolla e invece di sentirti sconfitto o escluso ti senti inspiegabilmente forte.

Cosa accade?

Dipende certo dalla persona che incontri ma dipende anche da te, che scopri che l’adolescenza (sentimentale) è finita e si possono vivere rapporti di natura diversa che non implicano la convivenza o la progettualità di fare dei figli ma che ti mettono in gioco in maniera assolutamente radicale, andando a sdradicare quell’ideale un pò freakkettone dell’ognuno faccia come gli pare con cui siamo cresciuti per la paura di assomigliare ai nostri genitori.

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Le relazioni pericolose. Film.

 

Attali teorizza che la maggior parte dei figli sono nati da rapporti extraconiugali e che le coppie sono un coacervo di ipocrisie.

Quello che noto che è accaduto a me e alle coppie che conosco è il contrario, molti dei nostri figli sono nati sull’onda di un amore travolgente e passionale poco basato sulla progettualità.
Avere un figlio da una persona che conosci poco, che ti sembra diversa e con cui credi di poter sovvertire il clique della famiglia borghese, genera rapporti poco duraturi.

Decidere di avere un rapporto esclusivo con qualcuno non è una scelta facile, non lo si fa neanche per un figlio, lo si fa per se stessi quando si rende conto che ci sono altre priorità nella vita e che il continuare a cercare una definizione di se stessi che altro non è che la somma delle opinioni che gli altri hanno di noi, è faticoso e inutile.
Bisogna avere il coraggio di guardarsi allo specchio e accettare di essere diventati maturi.
Poi magari andare a ubriacarsi e ballarci nude davanti a quello specchio…

di Eva Milella